Se la crisi ha spinto gli italiani a risparmiare negli acquisti alimentari ancor di più nel settore dell’abbigliamento a farsi strada sono le catene che vendono a prezzi contenuti capi di ogni genere.
L’Istat ha registrato una contrazione dei consumi di questo tipo, ma, analogamente a quanto avviene nei discount, entrando in uno dei grandi negozi di vestiti a basso costo si respira un’aria tutt’altro che di crisi.

Le file alle casse sono lunghe e le persone che si aggirano tra uno scaffale e l’altro tante. Tra le centinaia di vetrine del centro commerciale queste riescono ad attirare l’attenzione più di tutte con le promesse di prezzi stracciati. Promesse che all’interno sono mantenute; dalla biancheria intima alle scarpe, qui si trova di tutto: jeans, maglioni, vestiti per tutte le età e per tutti i gusti a pochi euro.
"Ho comprato qui in promozione una settimana fa una magliettina e un paio di pantaloncini, dodici euro in tutto. Magari non dureranno anni, ma costano talmente poco che la prossima stagione potrò comprarne altri". È questa la filosofia di chi esce con due, tre buste alla mano.

Di negozi così ce ne sono molti. In un unico centro commerciale di Roma ne visito 6: uno vende solo indumenti intimi, tre abbigliamento per ragazzi e ragazze, due sono rivolti a una clientela mista e vendono accessori di ogni tipo.

Non sono solo i più giovani a fare shopping qui, su 35 persone fermate quasi la metà (15) ha più di trenta anni. Sette hanno scelto di comprare anche i vestiti per i bambini qui. "Ogni tanto compro qualcosa di costoso, ma a parte qualche bello sfizio per il resto cerco di risparmiare. Cercando bene si trovano cose carine e quando si rovinano via, ne prendo di nuove. Mi costa comunque meno fare così piuttosto che una maglietta nel negozio qui a fianco per esempio" ride Silvia, 27 anni.

Laura, 35 anni e due maschietti sotto i dieci anni: "Non è possibile spendere cifre alte per vestire i bambini: crescono e giocano sempre, dopo sei mesi al massimo quasi tutto è da buttare o non va più. Anche io e mio marito ci limitiamo; così quando dobbiamo farci un regalo possiamo permetterci qualcosa in più".

Vestirsi con capi firmati è considerato sempre più un lusso. Venti dicono di fare acquisti simili solo quando lo richiedono occasioni speciali (dalle 2 alle 3 volte ogni anno); tre per il momento hanno rinunciato, preferiscono risparmiare e investire in altro; dodici a malincuore si sono rassegnati a comprare capi costosi solo quando il portafoglio lo concede. "Adesso è un bel po’ che non prendo niente per me che superi i 50 euro; giusto con le scarpe vado fuori a volte, ma di poco. Quando però posso spendere un po’ di più, devo ammettere che sono contenta", conclude Sara, segretaria trentenne che vive sola.

di Martina Chichi

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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