In tempi di crisi risparmiare sulla spesa è l’obiettivo di molte famiglie: inizia così la ricerca delle offerte migliori in negozi e supermercati. Quanto potrebbe costare in meno la pasta se non fosse confezionata? Il caffè? E il latte? La risposta concreta a queste domande è già arrivata da tempo e, anche se poco pubblicizzata dai media, riscuote successo tra le famiglie. Ad alleggerire gli scontrini eliminando le spese dovute al confezionamento ci hanno pensato gli Ecopoint Crai e la Coldiretti.

Se il pacco di pasta più economico nella nota catena di supermercati costa 1,38 euro al chilo, rifornendosi all’Ecopoint si può scegliere tra diversi tipi che partono da 1,19 euro. Se una scatola di cereali semplici costa al chilo minimo 6,05 euro, il prezzo per la stessa quantità sfusa scende a 3,99 euro. Lo stesso vale per il riso (da 1,69 a 2,78 euro al chilo) e i legumi (da un minimo di 1,49 euro a un massimo di 2,55, sempre al chilo), per le spezie e il caffè: si può risparmiare dal 10% al 70%. La scelta non è ampia quanto quella offerta dai prodotti confezionati, ma le varietà proposte sono diverse, non si producono rifiuti grazie all’assenza del contenitore e, soprattutto, si può acquistare la quantità desiderata scegliendo così quanto spendere ed evitando sprechi.

«Sì, potrei risparmiare, ma non mi fido molto, se costa meno è anche meno buono, preferisco le solite marche» commenta una signora. Ad alimentare questa diffidenza confermata da più consumatori forse è la mancanza di informazioni evidenti sulla provenienza del prodotto: il marchio è quello del supermercato; tra il comprare un pacco di riso Crai e servirsi all’erogatore Ecopoint l’unica differenza è data dal prezzo, la qualità è la stessa.

Se a Roma l’iniziativa non è conosciuta, complice la presenza di un solo Ecopoint in un quartiere periferico, sul territorio nazionale le vendite di prodotti sfusi stanno registrando un incremento del 20% che porterà all’installazione di nuovi erogatori. L’obiettivo è di passare dai 26 attuali Ecopoint a 100 entro i prossimi due anni.

Le opportunità per chi è alla ricerca del risparmio non finiscono qui. Riuscire a spendere il 30% in meno per un alimento di uso quotidiano come il latte è possibile grazie alla Coldiretti, che ne ha avviato la vendita sfusa nelle fattorie in periferia. «L’iniziativa è ormai abbastanza diffusa – spiega Lorenzo Bazzana, responsabile economico della Coldiretti – abbiamo una distribuzione che copre un po’ tutta Italia con circa un migliaio di punti».

Per andare incontro a chi vive in città alcuni allevatori portano il latte anche verso il centro. «Dove ci sono punti di attrazione commerciale, fermate dell’autobus, distributori di benzina, oltre all’erogazione fatta direttamente in cascina, il latte viene trasportato in luoghi più comodi per il consumatore che incontrano molto il favore del cittadino» prosegue Bazzana. Il trend di vendite è infatti positivo, un boom come lo ha definito la stessa organizzazione ideatrice; non difficile da credere se si pensa che un litro di latte fresco, non pastorizzato, può costare anche solo un euro. La vendita poi è estesa, in alcuni casi, anche ad altri prodotti caseari sfusi quali formaggi freschi e jogurt.

Grazie al successo finora riscosso questo metodo di vendita sarà applicato a un numero sempre maggiore di generi alimentari. É il caso del riso o dell’aranciata. «Si possono trovare anche delle macchine caricate con arance fresche, come quelle già presenti negli autogrill, ma più complesse che proteggono i frutti dall’aria aperta. Così si può bere una spremuta appena fatta, col 100% di frutta».

Gli indirizzi di Ecopoint e i rivenditori che rientrano nell’iniziativa Coldiretti sono consultabili ai link:

www.crai-supermercati.it/images/extra_cms/punti_vendita_ecopoint/2008_12/Crai_Eco_Point_Aggiornamento_situazione_Punti_vendita_Dicembre_2008.pdf

www.coldiretti.it/Distributori%20latte%20Coldiretti.pdf

 

a cura di Martina Chichi

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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