L’inflazione a novembre resta stabile. L’indice dei prezzi al consumo, secondo l’Istat, ha infatti registrato una variazione di +0,1% rispetto ad ottobre e +2,2% rispetto a novembre 2004 (stesso livello di ottobre 2005). Secondo l’Istat, il tasso di inflazione acquisito per il 2005, cioé quello che si registrerebbe se l’indice dei prezzi al consumo restasse a dicembre allo stesso livello registrato a novembre, è pari all’1,9%. L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al netto dei tabacchi, ha avuto a novembre una variazione congiunturale di +0,1% e una variazione tendenziale di +2,0%. L’istituto di statistica ha poi rilevato che per le famiglie di operai e impiegati l’indice dei prezzi al consumo, comprensivo dei tabacchi, nel mese scorso ha registrato un aumento dello 0,2% su base congiunturale e del 2,1% su base tendenziale; al netto dei tabacchi sono state rispettivamente nulla e +1,8%.

L’indice armonizzato ha registrato una variazione nulla a novembre rispetto ad ottobre 2005 e una variazione di +2,4% in termini tendenziali, confermando la stima provvisoria. Gli aumenti congiunturali più significativi hanno riguardato i servizi sanitari e le spese per la salute (+1,3%), mobili, articoli e servizi per la casa (+0,4%), altri beni e servizi (+0,3%) e abbigliamento e calzature (+0,2%). Variazioni negative sono state registrate nei trasporti (-0,5%), servizi ricettivi e di ristorazione (-0,3%) e comunicazioni (-0,2%). Gli incrementi tendenziali più elevati sono stati rilevati dall’Istat nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+7,3%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,8%), trasporti (+4,1%) e istruzione (+3,0%). Una variazione tendenziale negativa si è verificata nel solo settore delle comunicazioni (-4,0%). Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha registrato l’aumento tendenziale più elevato a Trieste (+2,9%), Torino e Aosta (+2,7% per entrambe), Napoli (+2,6%), Ancona e Potenza (+2,5% per entrambe). Gli aumenti più moderati, ha rilevato l’istituto di statistica, hanno riguardato Firenze (+1,6%), L’Aquila e Bari (+1,7% per entrambe) e Venezia (+1,8%).

L’Istat ha calcolato che all’interno del comparto degli alimentari non lavorati c’é stato un aumento congiunturale dello 0,6% dei prezzi degli ortaggi e legumi freschi, cresciuti del 6,5% rispetto al 2004. Prezzi della frutta hanno mostrato un calo congiunturale pari allo 0,3% e una diminuzione del 5,6% rispetto a novembre 2004. La diminuzione congiunturale del prezzo delle carni (-0,3%),che ha ridotto la variazione tendenziale allo 0,3% dallo 0,5% di ottobre, è imputabile – spiega l’Istat – alla caduta del prezzo del pollame (-3,6%) rispetto ad ottobre e -4,7% rispetto ad un anno fa). Per quanto riguarda il comparto energetico, rispetto ad ottobre il prezzo della benzina verde è diminuito del 5,5% (+7,9% rispetto all’anno precedente) e quello del gasolio è calato del 4,3% (+15,7% su base tendenziale).

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