Con un +1,3% a novembre su base congiunturale, il comparto dei servizi sanitari e le spese per la salute si è piazzato in testa alla classifica degli aumenti dei prezzi al consumo della collettività. A scendere maggiormente, con -0,5%, è stata la spesa per i trasporti. Rispetto a novembre 2004, il maggior contributo all’inflazione é arrivato dagli aumenti per alcolici e tabacchi. In controtendenza il comparto delle comunicazioni con un -4,0%. Su base tendenziale, i prezzi dei beni energetici, nonostante la sensibile riduzione su base congiunturale, hanno continuato a registrare tassi di crescita relativamente elevati. In particolare, ha spiegato l’Istat, i prezzi dei beni energetici non regolamentati (tra cui i carburanti per gli autoveicoli) sono diminuiti su base congiunturale del 4,1% portando a novembre il tasso tendenziale di crescita dei prezzi al 9,6% dal 14,5% di ottobre.

Al contrario, i prezzi dei beni energetici regolamentati (tariffe per l’energia elettrica, gas per usi domestici, da riscaldamento) sono aumentati su base congiunturale dello 0,4% stabilizzando a novembre il tasso tendenziale allo stesso livello di ottobre (+9,9%). Al contrario, ha spiegato l’Istat, un effetto di contenimento dell’inflazione si deve alla dinamica dei prezzi del settore alimentare che resta moderata, nonostante i segnali di ripresa congiunturale dei prodotti alimentari lavorati. Stabile risulta il tasso tendenziale di crescita dei prezzi dei servizi, nonostante il lieve aumento dei prezzi rispetto ai livelli rilevati ad ottobre.

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