L’allarme mondiale lanciato in queste ultime settimane sulla pandemia aviaria, non risponde affatto ad una esigenza sanitaria e sociale fondata sulla prevenzione primaria, ma al contrario mira a determinare una situazione di panico globale con possibili ricadute autoritarie a tutti i livelli. A sottolinearlo è l’ACU, associazione consumatori e utenti che precisa attraverso il suo segretario generale, Gianni Cavinato, tecnologo alimentare: "Il fenomeno mass-mediatico mondiale sembra innescato ad arte allo scopo di scatenare delle rivolte popolari all’insegna della parola d’ordine vogliamo il vaccino, ma non essendoci nessun vaccino, ad oggi, efficace, i governi si trovano nella situazione di spendere, promettere ed intervenire con antidoti elettorali tipo placebo".

Intanto i governi di mezzo mondo commissionano ordinativi del vaccino che verrà a poche multinazionali farmaceutiche che in questo modo ottengono almeno due risultati: maggiori profitti e controllo "sanitario" privato della popolazione mondiale.
Infatti il virus ad elevata patogenicità dovrebbe – secondo l’associazione – coinfettarsi con altri virus influenzali umani e generare un nuovo virus altamente patogeno che in tal caso potrebbe provocare una pandemia.

ACU sostiene che i consumatori fanno bene a non consumare carni di pollo e se il rifiuto è determinato dalla paura per gli effetti dell’influenza aviaria bisogna porsi l’obiettivo di ottenere un vero benessere animale.

L’associazione a difesa del consumatore ritiene indispensabile che a livello mondiale si impongano delle regole sugli allevamenti ed in particolare:

  • Vietare la promiscuità uomo/animali da reddito, Aiutare gli allevatori poveri di tutto il mondo a superare la promiscuità dettata da esigenze economiche di sopravvivenza;
  • Prevedere un piano mondiale di formazione igienico-sanitaria di tutti gli addetti alla filiera produttiva e commerciale;
  • Determinare tutte le misure necessarie per ridurre drasticamente la densità territoriale degli animali da reddito;
  • Determinare i parametri essenziali del benessere degli animali da reddito, a cominciare dai tempi di vita, le condizioni minime di rispetto delle esigenze vitali di ciascuna razza, incrementare la biodiversità genetica;
  • Porre dei limiti alla selezione forzata tutta orientata a ridurre i tempi di vita degli animali e all’incremento produttivo di alcune parti del corpo (es. i muscoli pettorali del pollo, ecc.);
  • Abolire, anche gradualmente, i mangimi medicati dalla dieta di tutti gli animali da reddito ed introdurre i principi dell’allevamento secondo il metodo biologico limitando drasticamente l’uso dei farmaci zootecnici;
  • Introdurre a livello mondiale un etichettaggio completo di tutti i mangimi e di tutti i prodotti destinati all’alimentazione umana, che comprenda una esauriente informazione anche sulle condizioni di allevamento degli animali da reddito.

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