"L’etichetta obbligatoria per le carni avicole è un provvedimento necessario; andiamo avanti su questa strada e lo spiegheremo a Bruxelles". E’ quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, intervenendo alla manifestazione organizzata da Coldiretti, associazioni dei consumatori ed ambientaliste davanti a Palazzo Chigi. "Il consumatore non deve essere tradito – ha aggiunto Alemanno – bisogna aiutare la filiera avicola che rappresenta uno dei settori trainanti del made in Italy agro alimentare, salvare le imprese e i lavoratori".

Nel corso del Consiglio dei Ministri, Alemanno ha poi aggiunto che "è necessario andare avanti con l’etichettatura obbligatoria dei polli per fare in modo che i consumatori sappiano quando consumano un pollo italiano e si contrasti questa diminuzione di consumi". E sulle minacce di sanzioni da parte dell’Unione Europea, il Ministro ha puntualizzato: "Alla UE abbiamo risposto che si tratta di misure non arbitrarie ma assolutamente necessarie per tutelare i diritti dei consumatori".

Alla manifestazione di oggi è intervenuta anche l’AIAB che tramite il suo Presidente, Andrea Ferrante, afferma che bisogna porre fine "alle iniziative che salvano i profitti di pochi e vanno a scapito dell’interesse di tutti i consumatori: l’etichettatura delle carni avicole è un passo fondamentale per garantire la sicurezza di ciò che finisce sulle tavole degli italiani". "Non è ammissibile – ha aggiunto Ferrante – che l’unico provvedimento serio, fra le tante trovate immaginate dal nostro Governo per far fronte alla minaccia dell’influenza aviaria, rischi di venire vanificato".

Secondo il Presidente di AIAB infatti, "l’etichettatura obbligatoria è l’unico modo per conoscere la provenienza e la filiera dei prodotti che consumiamo. Non capiamo – ha continuato – perché il settore avicolo convenzionale debba rimanerne escluso, soprattutto in un momento di emergenza. Del resto i polli allevati con il metodo biologico già sono sottoposti all’etichettature e hanno la filiera controllata e certificata, dalla nascita alla macellazione, sin dal 2000". L’AIAB ha ribadito con forza quindi che quello che per il mondo del biologico è una regola da cinque anni, ossia che l’etichettatura obbligatoria venga applicata anche al resto della produzione italiana.


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