I ministri dell’Agricoltura e della Salute oggi a Bruxelles proveranno a convincere l’Ue dello stato d’emergenza venutosi a creare in seguito alla situazione-aviaria e dalla assoluta necessità di predisporre aiuti di Stato per salvare il settore avicolo. L’incontro coincide con la scoperta di altri sei casi di virus H5N1. Le analisi dell’Istituto Zooprofilattico di Padova, referente nazionale, ha infatti confermato ieri che altri sei volatili sono morti a causa dell’influenza aviaria. Gli animali sono stati rinvenuti nei giorni scorsi in Sicilia.

Salgono così a 16 i casi accertati di aviaria nel nostro Paese. I nuovi contagi erano già stati diagnosticati dalle autorità sanitarie siciliane, ma si aspettava la conferma che doveva giungere da Padova. Controanalisi che hanno dato esito positivo: i volatili sono deceduti in quanto contagiati dal virus H5N1. In Umbria, invece, è stato rinvenuto morto un germano reale. Secondo le analisi è stato contagiato anch’esso dal ceppo più virulento dell’influenza aviaria.

Oggi, dunque, i ministri di Politiche Agricole e Salute discuteranno a Bruxelles col commissario Ue Fischer Boel sulla necessità di dichiarare lo stato d’emergenza, aprendo così la via alla predisposizione di finanziamenti a un comparto che ha visto crollare le vendite di oltre il 70%, per una perdita complessiva di circa un miliardo di euro. A richiedere lo stato d’emergenza, tuttavia, non è solo l’Italia, ma anche altri Paesi membri, come la Grecia. Sul tavolo di molti Stati, infatti, vi è la richiesta alla Commissione di decretare lo stato di emergenza per la produzione avicola, in modo da sbloccare risorse economiche destinate al sostegno degli allevatori.

Per quanto riguarda l’Italia, all’esecutivo Ue, Alemanno chiederà di sbloccare aiuti per circa cento milioni di euro per supportare il settore avicolo. In mancanza del via libera, Alemanno proporrà un piano nazionale al Consiglio dei ministri rischiando anche la procedura di infrazione. In poche parole: l’Italia concederà ugualmente gli aiuti – così come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso ministro – nonostante l’eventuale – ma probabile – parere negativo dell’Europa. L’Italia, in ogni caso, può già contare, oltre che sul pressing del vicepresidente Frattini, anche sul sostegno della Grecia – e non sarà certamente l’unico partner – che ha posto ufficialmente la questione all’ordine del giorno. Sull’impatto economico dell’influenza aviaria ci sarà un confronto tra i 25 partner europei. Un fronte compatto potrebbe far cambiare idea al commissario Fischer Boel, che ha dichiarato: «Si sta valutando la situazione e la posizione della Commissione europea sulla questione non è ancora definita». Segno evidente di un certo ammorbidimento.

 

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