Istituzione di un Tavolo di crisi interministeriale (ministeri Salute, Politiche agricole e Ambiente) con la partecipazione delle Regioni interessate e con una costante consultazione con le organizzazioni professionali agricole ed i sindacati dei lavoratori dipendenti. Obiettivo è quello di individuare gli interventi legislativi e finanziari per risolvere il grave stato di crisi del settore avicolo. Questo è uno dei dieci punti illustrati oggi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante l’audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera per affrontare la grave situazione che si è venuta a determinare in seguito alla vicenda l’influenza aviaria che, soprattutto a causa del drastico calo (più del 50 per cento) dei consumi di pollame e di uova, ha provocato finora danni per oltre 400 milioni di euro in tutta la filiera.

La Confederazione ha, dunque, predisposto un vero e proprio decalogo per rivitalizzare un settore, oggi precipitato in un profondo baratro. Una serie di concrete proposte per ridare certezze operative e di mercato agli allevatori avicoli e tranquillizzare i consumatori, frastornati da un’informazione confusa e superficiale che ha solo generato infondati allarmismi e psicosi da pollo tra i cittadini.Per questo motivo gli agricoltori chiedono l’avvio di una campagna di comunicazione, che coinvolga anche le scuole, sui provvedimenti che garantiscono la sicurezza del consumo di carne avicola in Italia. Inoltre, viene sollecitata la predisposizione di azioni nazionali di ritiro dal mercato delle carni avicole e contestualmente interventi per sanare la situazione di esubero dei riproduttori. Nell’ambito della legge finanziaria 2006, viene chiesto di prevedere l’istituzione di un apposito fondo destinato alla gestione dei rischi e delle emergenze di carattere sanitario in ambito agricolo. Nel contesto delle misure di programmazione negoziata (ad esempio contratti di programma, di filiera ), la Cia evidenzia la necessità di mettere a punto interventi finalizzati all’innovazione di processo e di prodotto delle filiere avicole. Viene anche sollecitato l’inserimento di strumenti di finanziamento per gli allevatori avicoli in tutti i Piani di Sviluppo rurale nelle regioni dove sono presenti imprese avicole. In particolare, la predisposizione di piani per l’adeguamento delle strutture aziendali ai fini della sicurezza e del benessere animale. Secondo l’associazione di categoria, è importante prevedere la sospensione dei termini di pagamento dei contributi tributari e previdenziali e in modo concomitante interventi agevolativi in ambito creditizio; nel contesto delle predisposizioni di ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti (cassa integrazione ecc..), vanno estesi gli interventi anche alle aziende sotto i 15 dipendenti. Dopo aver rimarcato la necessità di incentivi per l’adozione di disciplinari che, oltre a garantire il benessere animale ed il rispetto delle norme ambientali, individuino produzioni di qualità legate col territorio, la Cia sottolinea che queste azioni devono tenere conto delle specificità del settore avicolo rurale, che rappresenta in Italia il 10 per cento della produzione nazionale, e che gli interventi di emergenza proposti dovrebbero essere collocati in una norma di carattere generale relativa alla gestione delle crisi di mercato nel settore agricolo.

 

 

 

 

 

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