"La volontà dell’Unione Europea di eliminare l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine del pollame e dei sui derivati è un grave pericolo per la sicurezza alimentare dei cittadini che va contrastato con decisione per garantire la rintracciabilità delle produzioni e una maggiore efficienza dei controlli sui prodotti importati". E’ quanto afferma la Coldiretti nel giorno in cui si insedierà oggi al ministero della Salute un’unità di crisi sull’influenza aviaria, la quale si occuperà anche del contenzioso aperto dall’Unione Europea che ha messo sotto accusa l’Italia chiedendo di modificare l’ordinanza che ha permesso l’identificazione della carne di pollo italiana con la sigla IT in etichetta con la presenza di codici per individuare l’allevamento di provenienza e lo stabilimento di macellazione.

"Occorre impedire che le evidenti pressioni determinate da interessi commerciali prevalgano sulla necessità di tutelare la salute dei cittadini e gli allevamenti nazionali come dimostra il fatto che l’Unione Europea è incredibilmente contraria all’etichetta di provenienza perché – precisa la Coldiretti – la considera un ostacolo agli scambi e un aggravio dei costi per il prodotto importato".

La confederazione ricorda i recenti arresti effettuati a fronte del sequestro di grano proveniente dal Canada e contaminato da ocratossina, per dimostrare come "in un mercato globale dove anche per lo sviluppo degli scambi commerciali le emergenze sanitarie nel settore alimentare si rincorrono servono misure strutturali con un sistema di etichettatura obbligatorio che indichi la provenienza e l’origine di tutti gli alimenti, come elemento di trasparenza per produttori e consumatori".

"Un percorso per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini sul quale l’Italia e l’Unione non possono tornare indietro dopo che con la crisi mucca pazza nel 2002 è stata introdotta – ricorda la Coldiretti – per la prima volta in Europa l’etichettatura di origine della carne bovina che si è unita all’obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, all’arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova e all’obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Si tratta di una informazione apprezzata dai consumatori come dimostra il fatto che l’entrata in vigore della nuova etichetta della carne di pollo e dei suoi derivati è stata accolta il 17 ottobre scorso con grande soddisfazione da allevatori e consumatori italiani che per l’80% considerano necessario che debba essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione degli alimenti, secondo l’Indagine Coldiretti-Ispo sulle "Abitudini alimentari degli italiani".

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