Il calo nei consumi determinato dalla psicosi per l’influenza aviaria ha gia’ causato danni stimabili in 500 milioni di euro nonostante le ripetute assicurazioni sull’assoluta assenza di rischi nel consumo di carne di pollo espresse dai piu’ autorevoli esponenti del mondo scientifico.Questo è quanto affermato dalla Coldiretti che evidenzia anche come i nuovi allarmi provenienti dalla Turchia mettano il luce la necessita’ di tutelare dagli effetti psicologici sul mercato un settore che, con oltre 6.000 allevamenti, 80mila addetti tra aziende zootecniche e strutture ditrasformazione e commercializzazione e un fatturato complessivo vicino ai quattro miliardi di euro, rappresenta una realta’ da primato nell’economia nazionale.

L’Italia non importa pollame o carni derivate dalla Turchia e la produzione nazionale, sottolineano i coltivatori, è piu’ che sufficiente a soddisfare i consumi nelle quantità e con tutte le garanzie di qualita’ e sicurezza. Per effetto dell’ordinanza del 26 agosto 2005 del Ministero della Salute la carne di pollo italiana, spiega l’associazione, e’ identificata dalla sigla IT con la presenza di codici per individuare l’allevamento di provenienza e lo stabilimento di macellazione. Si tratta, precisa l’associazione di categoria, di una norma che e’ valida fino al 31 dicembre 2007 e la cui violazione nella parte relativa agli obblighi di etichettatura comporta la sospensione dell’attivita’ da un minimo di sette ad un massimo di ventuno giorni.

Inoltre, le disposizioni in materia di etichettatura e, in particolare, l’obbligo di indicare l’origine della carne, rivestono – osserva Coldiretti – un’importanza fondamentale, in quanto, garantendo la completa tracciabilita’ del prodotto, agevolano il sistema dei controlli e tutelano la salute dei consumatori ed il loro diritto alla corretta informazione, che si sostanzia nella trasparenza delle indicazioni riportate in etichetta.

La situazione di allarme che si e’ creata deve essere infatti affrontata con misure di garanzia, controllo e trasparenza per i consumatori con l’etichetta di origine obbligatoria, una autorita’ unica per la gestione dell’emergenza, l’intensificazione dei controlli e delle sanzioni ed adeguati interventi di promozione e valorizzazione che evidenzino la qualita’ e la sicurezza alimentare delle produzioni italiane. Il tutto – sostiene Coldiretti – va accompagnato da misure di pronto intervento e da un piano di protezione e salvaguardia degli allevamenti che preveda un fondo speciale di rigenerazione del settore avicolo che punti a un miglioramento qualitativo e ambientale strutturale per dare un futuro all’allevamento italiano.

Il consumo domestico della carne di pollo degli italiani e’ pari – secondo le rilevazioni Ismea AcNielsen – a 300mila tonnellate all’anno e ogni famiglia italiana acquista complessivamente – concludono i coltivatori- 54 chili di carne all’anno (bovina, maiale, pollo) con al primo posto nei consumi la carne bovina con 22 chili, al secondo quella di pollo con un valore medio di 18 kg e all’ultimo quella di maiale.

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