Non bastano gli stanziamenti finanziari se si scontrano con l’incoerente opposizione dell’Unione Europea all’etichettatura di origine obbligatoria di tutti gli alimenti che assicura la trasparenza nel commercio, l’informazione ai cittadini, la rintracciabilità delle produzioni e maggiori controlli, di fronte alle emergenze sanitarie che si rincorrono. E’ quanto afferma Coldiretti nel commentare i risultati della Conferenza internazionale sull’aviaria a Pechino nel corso della quale il Commissario Europeo alla salute Martos Kyprianou ha annunciato lo stanziamento di 1,9 miliardi di Euro.

Occorre intervenire sulla prevenzione senza aspettare come è avvenuto con mucca pazza che fossero gli effetti della malattia sui cittadini europei a spingere le Istituzioni comunitarie a varare un piano con un sistema obbligatorio di etichettatura completa delle carni bovine che consente ora di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento. Si tratta – sottolineano i coltivatori – di una evidente contraddizione rispetto all’attuale minaccia da parte della stessa Commissione Europea dell’avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell’obbligo di etichetta di provenienza per i polli venduti in Italia, introdotta dall’ordinanza del Ministero del Salute per fronteggiare l’emergenza influenza aviaria. E’ necessario invece – continua l’associazione – estendere tale obbligo a tutti i paesi dell’Unione Europea e a tutti i prodotti alimentari per evitare gravi rischi per la salute dei cittadini di fronte all’intensificarsi del commercio internazionale che aumenta la possibilità che eventuali emergenze sanitarie locali si diffondano rapidamente a livello globale.

L’Italia si trova peraltro avvantaggiata in questo percorso è può dare completa e capillare applicazione alla legge n.204/04 sull’etichettatura d’origine obbligatoria di tutti gli alimenti ottenuta con il sostegno di un milione di firme raccolte dalla Coldiretti. Se in Italia la carta di identità degli alimenti è infatti una realtà per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele e latte fresco molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per la pasta, i derivati del pomodoro, la carne di maiale, le conserve vegetali e i succhi di frutta, ma anche per l’extravergine di oliva con la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato in etichetta. Secondo una indagine otto italiani su dieci considerano necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti e ben due italiani su tre sono d’accordo sul fatto che "se il prodotto alimentare è italiano sono più sicuro da dove proviene e quindi mi fido di più".

 

 

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