L’Unione Europea ha consigliato di non consumare uova crude e di cuocere bene la carne dei volatili per evitare qualsiasi rischio di contagio da virus dell’influenza aviaria. Ne hanno dato notizia oggi due quotidiani il "Financial Times" e la "Frankfurter Allgemeine Zeitung". L’avvertimento nasce in nome del principio di precauzione che è stato promosso dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha sede a Parma.

"Non abbiamo alcuna prova che il virus possa essere trasmesso attraverso il cibo. Ma, teoricamente, non possiamo neppure escludere che sia possibile che ciò avvenga" ha dichiarato il direttore scientifico dell’Efsa, Herman Koeter. Inoltre "se non si mangiano uova crude e si cuoce con cura il pollame non dovrebbero esserci problemi". La cottura infatti – spiegano all’Efsa – "protegge dalla salmonella e da altre malattie". "L’influenza aviaria è un pericolo aggiuntivo, anche se non c’é nessun dato epidemiologico che provi che possa essere trasmessa attraverso il cibo", ha aggiunto.

Secondo gli esperti dell’Efsa, i virus dell’influenza aviaria delle famiglie H5 e H7 – il più letale è il ceppo H5N1 – sono facilmente inattivati con la cottura (30 minuti ad almeno 60 gradi) e con l’aggiunta di sostanze acide di un determinato Ph. Per contrastare il rischio della diffusione dell’influenza aviaria, la Commissione europea ha adottato inoltre un embargo fino
al 30 novembre prossimo sulle importazioni di uccelli selvatici da Paesi terzi.

L’Efsa ha spiegato questa mattina che "il consiglio di non consumare uova crude, annunciato dalla stampa, è in linea con le regole indicate nei giorni scorsi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e si riferisce al rischio di contrarre infezioni diverse dall’influenza aviaria, prima fra tutte la salmonellosi."

Infatti, il consiglio di consumare carne di pollo e uova sempre dopo la cottura fa parte di un pacchetto di regole igieniche predisposte dagli esperti europei e rivolte alla popolazione generale, compresa quella che vive nelle zone contaminate dal virus dell’influenza aviaria A/H5N1. Le carni di pollo e le uova vanno sempre consumati dopo la cottura per prevenire infezioni come ad esempio la salmonellosi, ma il rischio di contrarre in questo modo l’influenza aviaria è "quasi inesistente". Inoltre si consiglia di lavare le mani, soprattutto dopo essere stati a contatto con pollame o altri uccelli, e di non toccare animali malati o morti.

Immediata la reazione dell’Una, Unione nazionale avicoltori che afferma che "il governo italiano deve esigere immediatamente le dimissioni del direttore scientifico dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), Herman Koeter" "Siamo di fronte ad una situazione intollerabile – ha dichiarato Aldo Muraro, Presidente dell’Una. – Il compito dell’Efsa è di informare correttamente i consumatori sulla sicurezza alimentare e sugli eventuali rischi legati a cibi e bevande. Le raccomandazioni e la parziale smentita da parte dall’ufficio stampa dell’Efsa creano invece incertezza e aumentano la psicosi verso prodotti che non sono affatto dannosi per la salute umana. La credibilità dell’Efsa viene messa in discussione". Inoltre, ha aggiunto"l’allarmismo suscitato dall’Agenzia è ingiustificato. Il consumo di prodotti avicoli italiani è assolutamente sicuro. Come dichiarato da esperti internazionali e nazionali, l’influenza aviaria non si trasmette attraverso la catena alimentare. E, quindi, non si corre alcun rischio manipolando e consumando uova nazionali, crude o cotte".

Inoltre l’Italia, "é autosufficiente, nel senso che produce più di quanto consuma – ha poi proseguito Muraro – Basta leggere il codice stampato sul guscio di ogni uovo per sapere il luogo di provenienza. Ad ogni modo, in Italia l’influenza aviaria non c’é. E, nel caso in cui dovesse
arrivare e colpire gli allevamenti, le uova di galline infette non verrebbero messe in commercio". Per questa ragione, ha concluso, "l’Una chiede un intervento immediato del governo e si riserva di adire le vie legali nei confronti dell’Agenzia alimentare per la sicurezza alimentare per procurato allarme".

Anche il Commissario Kyprianou interviene sull’argomento affermando che "sul fronte dell’influenza aviaria non ci sono rischi per il consumo di uova crude o di pollame in Europa, in quanto il virus non è presente negli allevamenti europei, e comunque l’Ue ha preso tutte le misure
necessarie per eventualmente vietare i movimenti di volatili che potrebbero essere contaminati".

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