D. A seguito della comparsa di casi di influenza aviaria in Italia il Ministero ha emanato l’Ordinanza dell’11 febbraio. Quali i punti principali del provvedimento?

R. L’Ordinanza 11 febbraio 2006 prevede l’adozione di alcune misure urgenti di protezione in relazione all’influenza aviaria ad alta patogenicità riscontrata in cigni migratori e altri uccelli selvatici rinvenuti morti e malati nelle Regioni Sicilia, Calabria, Puglia ed un solo caso in Umbria.
In particolare, prescrive l’istituzione di zone di Protezione e Sorveglianza del raggio rispettivamente di 3 e 10 km, a partire dal luogo di ritrovamento del virus H5N1, nelle quali le Autorità Sanitarie Competenti, ovvero Sindaci e Servizi Veterinari delle ASL, secondo le rispettive competenze, predispongono le seguenti misure:

  • censimento di tutte le strutture che detengono volatili, compresi i pollai:
  • intensificazione dei controlli sierologici;
  • divieto di movimentazione delle specie avicole;
  • divieto di svolgimento di fiere e mercati delle specie avicole;
  • divieto di accesso nelle zone faunistiche nelle quali sono stati rinvenuti morti i volatili risultati positivi al virus H5N1 ad alta patogenicità, a tutte le persone non autorizzate dai Sindaci.

Dette misure si applicano per tutto il tempo necessario, tenuto conto dei fattori geografici, amministrativi, ecologici ed epidemiologici che riguardano l’influenza aviaria, per un intervallo temporale di 21-30 giorni a partire dalla data in cui è stato isolato il virus dell’influenza aviaria H5N1. L’Ordinanza resta in vigore fino al 31 dicembre 2007.

D. Il Ministero ha inoltre introdotto delle deroghe alle misure di sicurezza negli allevamenti intensivi. Cosa prevedono?

R. L’Ordinanza Ministeriale 14 febbraio 2006, ad integrazione della Ordinanza 11 febbraio, relativa a misure urgenti di protezione per casi di influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici, prevede la concessione di deroghe per lo spostamento del pollame e dei prodotti di origine animale appartenenti alle specie sensibili, dalle aziende avicole ubicate nelle zone di protezione e sorveglianza. Dette deroghe sono conformi alle indicazioni pervenute in proposito dalla Commissione Europea nonché alla normativa nazionale di riferimento.

Detta Ordinanza ha concesso, in tal modo, alcune disposizioni per lo svolgimento di operazioni di conduzione della filiera avicola che sono necessarie sia per ragioni tecnico-gestionali sia per il rispetto delle norme relative al settore.

Nello specifico è previsto che le suddette operazioni vengano effettuate sotto la supervisione e preventiva vigilanza dei Sindaci e dei Servizi Veterinari delle Aziende sanitarie competenti sul territorio. In sostanza è stato predisposto un rafforzamento dei controlli mediante visite ispettive e raccolta campioni per indagini di laboratorio, antecedenti ogni movimentazione in entrata ed in uscita dalle zone di restrizione, per il pollame e i sottoprodotti di origine animale appartenenti alle specie sensibili al virus dell’influenza aviaria.

D. I consumi di carne avicola sono crollati ed il settore è entrato in crisi. In sintesi, quali le misure a sostegno del comparto avicolo contenute nel decreto approvato in via definitiva al Senato?

R. In data 1° marzo è stata approvata la Legge di conversione con modificazioni del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2 recante interventi urgenti per i settori dell’agricoltura, dell’agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d’impresa, che prevede la realizzazione di interventi urgenti diretti a fronteggiare l’emergenza nel settore avicolo nazionale.

Nello specifico:

  • è concessa la sospensione per gli allevatori avicoli, imprese di macellazione e trasformazione di carne avicola e degli esercenti attività di commercio all’ingrosso di carni avicole dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti tributari dal 1° gennaio 2006 al 31 ottobre 2006;
  • è proposta l’istituzione presso il Ministero delle politiche agricole e forestali del "Fondo per l’emergenza avicola" con dotazione pari a 10 milioni di euro per l’anno 2006 con le finalità di:
  • concedere l’autorizzazione ad interventi per il salvataggio e la ristrutturazione delle aziende in difficoltà nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di stato;
  • concessione di indennità compensativa per la perdita di reddito alle imprese agricole che esercitano attività di allevamento avicolo nell’ambito di programmi di prevenzione ed eradicazione della influenza aviaria realizzati in ambito europeo;
  • concessione di indennità per i danni indiretti subiti da imprese agricole che esercitano attività di allevamento avicolo sottoposte a restrizioni della movimentazione degli animali o a fermo a seguito di provvedimenti sanitari;
  • copertura delle spese per gli investimenti nelle imprese avicole finalizzati all’adozione di misure di biosicurezza, comprese le spese sostenute per misure sanitarie.

D. Sempre di più si parla di "psicosi aviaria". I mezzi di informazione hanno una responsabilità? Cosa sta facendo il Ministero per rassicurare i consumatori?

R. Il Ministero della Salute ed, in particolare, il Ministro, ha improntato la comunicazione del rischio in modo chiaro e trasparente e, soprattutto, basata sulle evidenze scientifiche relative all’argomento "influenza aviaria". In particolare, l’informazione ha chiarito le differenze tra "influenza umana", "influenza aviaria" e "pandemia influenzale".

Si sono, quindi, diffuse informazioni sulle modalità di trasmissione della malattia, sulla diffusione nelle varie aree del mondo, sui fattori di rischio. In particolare, si è lavorato sulla correzione di molte informazioni distorte diffuse dai media. Si sono date ampie rassicurazioni ai consumatori sia sui controlli effettuati sulle carni avicole che sul rischio, assolutamente inesistente, di contrarre la malattia consumando pollame e derivati previa adeguata cottura.

Sono stati chiariti tutti gli aspetti relativi alle azioni intraprese dal Ministero ed, in particolare, sugli obiettivi sottesi all’adozione delle azioni intraprese. Sono state, infine, diffuse informazioni orientate alla protezione della popolazione in generale, dopo il ritrovamento di cigni affetti da influenza aviaria. Tutte le informazioni sono state diffuse in prima persona dal Ministro e successivamente dai messaggi diramati dall’Unità di Crisi, anche attraverso il sito internet del Ministero della Salute.

D. Per quanto riguarda il vaccino a che punto è lo stato della ricerca?

R. Per quanto riguarda il vaccino H5N1 ad uso umano, da qualche tempo sono allo studio vaccini basati su tecnologie differenti allo scopo di saggiare la tollerabilità ed efficacia. Le tecniche utilizzate sono sia di tipo tradizionale (coltivazione su uova) che di tipo innovativo (colture cellulari); quest’ultima modalità presenta il vantaggio sia di ridurre i tempi necessari per la produzione che di evitare la coltura su uova e, quindi, l’obbligo di disporre di un numero elevatissimo di tali prodotti che potrebbero scarseggiare proprio a causa dell’influenza aviaria.

In Italia sono già in corso sperimentazioni del vaccino, mentre nell’Unione Europea presso l’EMEA (European Medicines Agency), sono già stati presentati da diverse Aziende Europee i prototipi necessari ai fini della registrazione centralizzata.

D. Il Ministero ha attivato un numero verde (1500) al quale esperti forniscono informazioni ai cittadini sulla situazione in Italia e sui co
mportamenti da adottare. Quali le domande più frequenti?

R. Il call center 1500 ha ricevuto dalla sua attivazione, il 13 febbraio 2006, oltre 25.000 chiamate. Alla risposta ci sono medici e veterinari con 9 postazioni attive. Le domande riguardano principalmente le caratteristiche della malattia (65,64%), le modalità di trasmissione (14,29%), ed infine i comportamenti da tenere per una efficace prevenzione della stessa (10,81%). Il maggior numero di telefonate giungono dal Lazio con il 18,53%, segue la Sicilia con il 12,36% e la Campania con l’8,46%.

Le domande più frequenti riguardano le norme comportamentali da tenere in caso di ritrovamento di piccioni o altri uccelli di piccole dimensioni morti; quali norme di prevenzione adottare per volatili sinantropi (cigni, anatre, ecc.) che vivono nei laghetti privati; quali rischi possono verificarsi a seguito della convivenza di cani e gatti con galline nell’aia; quali specie di volatili diversi dal pollame possono trasmettere l’influenza aviaria e quale è la scala di sensibilità; quali norme comportamentali in un allevamento rurale di galline (recinzioni, coperture, decesso sporadico di un soggetto, ecc.); quali norme comportamentali per la detenzione di volatili da voliera sui balconi ed infine richiesta di rassicurazioni in merito al consumo di prodotti avicoli quali carne di pollo o uova.

a cura di Silvia Biasotto

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