L’Unità di crisi per l’influenza aviaria, costituita presso il Dipartimento Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale della Regione Basilicata, è impegnata a portare avanti il Piano di monitoraggio sulla circolazione del virus influenzale che prevede il controllo sierologico di 150 allevamenti "free range" (allevamenti in cui gli animali di giorno razzolano all’aperto, mentre di notte sono tenuti in ricoveri al chiuso). Considerato che l’influenza aviaria, si legge dal comunicato, sostenuta dai ceppi ad alta patogenicità, è una malattia caratterizzata da elevata morbilità, il controllo sierologico viene integrato da un monitoraggio clinico sia degli allevamenti industriali (in Basilicata ne sono presenti 18 con un patrimonio di circa 190.000 capi), sia di quelli rurali.

Finora sono stati sottoposti a visita clinica, da parte dei competenti Servizi Veterinari, 3 allevamenti industriali per un totale di 147.000 capi e 39 allevamenti rurali per un totale di 1397 capi. L’esito è stato favorevole in tutti i controlli. Si è inoltre proceduto al prelievo sierologico in 7 allevamenti.

Al fine di completare il censimento degli allevamenti avicoli e di sviluppare una informazione corretta e completa sulle azioni di prevenzione poste in essere a tutela della sicurezza della comunità locale, la regione ha deciso di investire più direttamente i Comuni.

A fronte delle manifestazioni di apprensione a proposito di sporadici episodi di cronaca, l’Unità di crisi ritiene opportuno ricordare che il rischio derivante dalla morte di un unico animale, in un gruppo che si presenta in buone condizioni di salute, non deve destare alcun allarme per un virus influenzale che si caratterizza per la sua spiccata diffusività. In relazione a possibili contagi ad opera di uccelli migratori, invece, la regione sottolinea che questi timori appaiono egualmente ingiustificati, in quanto la Basilicata risulta essere storicamente interessata dalla migrazione nei mesi primaverili.

Allo stesso modo, considerato che le aree dove sostano gli uccelli migratori sono nella totalità aree protette, si precisa che una ipotesi di blocco della caccia, in Basilicata, non ha alcun significato.

 

 

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