La rivista scientifica "Lancet" ha pubblicato oggi l’articolo "How prepared is Europe for pandemic influenza? Analysis of national plans"- promosso da due ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra e sponsorizzato dalla ditta Roche produttrice dell’antivirale Tamiflu – secondo cui in caso di una pandemia di influenza aviaria l’Italia sarebbe uno dei Paesi europei meno preparati a fronteggiarla. Il Ministero della Salute precisa che: "lo studio, che effettua una meta-analisi dei Piani nazionali anti pandemia influenzale, per quanto riguarda l’Italia ha preso in esame il "Piano Italiano Multifase d’emergenza per una pandemia influenzale" pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 26 marzo 2002".

Si tratta di un vecchio Piano pandemico, continua il dicastero, elaborato sulla base di Linee guida emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2000, che conteneva le indicazioni di principio per l’organizzazione di una risposta ad una eventuale pandemia concertate da un gruppo di lavoro ad hoc, istituito dal Ministero della Salute, tenendo conto anche degli indirizzi forniti dalla Commissione europea.

Negli anni successivi, però, l’emanazione da parte dell’Oms di nuove Linee guida per la stesura o modifica dei Piani pandemici nazionali, conseguenti al diffondersi di focolai di influenza aviaria in molte regioni del sud est asiatico, e l’assunzione da parte del Governo italiano di una serie di provvedimenti (tra cui il Decreto Legge 202/2005 "Misure urgenti per la prevenzione dell’influenza aviaria") finalizzati a prevenire e contrastare il rischio della diffusione dei focolai di influenza aviaria sul territorio nazionale, hanno portato il Ministero della Salute a lavorare di concerto con Regioni, PA e Protezione Civile alla stesura di un nuovo Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale.

Il nuovo Piano pandemico italiano è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il 9 febbraio scorso (G.U. n. 77 del 1 aprile 2006) ed è stato pubblicato sul sito web del Ministero della Salute e sul sito dell’Oms sia nella versione italiana che nella versione inglese.
Si ricorda, inoltre, che il Governo italiano ha costituito importanti scorte di farmaci antivirali (40 milioni di dosi) e stipulato, con tre delle maggiori aziende produttrici di vaccini, contratti di prelazione (con durata fino al dicembre del 2010) che acquisiscono il diritto alla fornitura di circa 36 milioni di dosi del futuro vaccino pandemico.

Il Ministero ha offerto direttamente agli autori dello studio la nuova versione del Piano pandemico italiano alla fine di febbraio 2006, vale a dire due settimane dopo la sua approvazione, ma la risposta dei ricercatori è stata negativa perché avevano già chiuso l’analisi dei Piani ed inviato l’articolo per la pubblicazione.

In conclusione, il Ministero della Salute non ritiene attendibile lo studio inglese perché, per quanto concerne l’Italia, è basato sul vecchio Piano pandemico italiano e non sulla nuova versione, attualmente divulgata, del Piano. Purtroppo i ricercatori inglesi hanno redatto l’articolo analizzando il Piano del 2002 senza richiedere preventivamente al Ministero della Salute alcuna autorizzazione o informazioni circa eventuali aggiornamenti intercorsi dal 2002 ad oggi.

 

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