"Avventata!". Così Legambiente e Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) hanno definito la politica portata avanti dal Ministro della salute, Francesco Storace nei confronti del pericolo influenza aviaria considerando la "crisi che si trovano a vivere in questo momento migliaia di allevatori di carne aviaria biologici e non". Secondo le due associazioni "il Ministro è stato il primo a promuovere il puro allarmismo, con la sua folle corsa ai vaccini, senza preoccuparsi di come questo atteggiamento veniva poi tradotto nell’informazione ai cittadini e curandosi ancor meno di cosa questo avrebbe causato dell’economia e nei risvolti occupazionali delle migliaia di operatori del settore."

Pronta la replica del ministro Storace che precisa: "La nostra politica di contrasto all’influenza aviaria è talmente avventata che il Senato della Repubblica ha votato praticamente all’unanimità con un solo voto contrario il decreto varato dal Governo".

Le cifre – si legge in una nota – che fotografano la situazione parlano chiaro: di fronte ad un crollo dei consumi di polli sia biologici che convenzionali, che sfiora ormai il 40%, si registra una vera e propria impennata delle performance della casa farmaceutica Roche (che produce il Tamiflu), che nell’ultimo mese ha incrementato del 20% il suo fatturato e del 60% il valore dei suoi titoli in borsa.

"La penuria di informazioni nelle dichiarazioni di Storace realmente chiare e corrette per i cittadini – proseguono da Aiab e Legambiente – è imperdonabile. Se molto si è diffuso in termini di allarmismo e fatuità con 50 milioni di euro stanziati per l’acquisto di vaccini, 36 milioni di dosi prenotate pari al 12% della produzione mondiale totale, pacche sulle spalle e ringraziamenti pubblici da parte di Farmindustria per la tempestività del Ministro, altrettanto di sicuro non si è fatto per dire cosa fosse rischioso e cosa no. Anzi nell’elenco delle quattro priorità steso dallo stesso Ministro per affrontare l’emergenza influenza aviaria le due prime voci riguardano i vaccini e i farmaci, a seguire i controlli sugli alimenti e la caccia. Praticamente nulla per spiegare ai cittadini che il pollo italiano è garantito dai severi controlli del servizio veterinario nazionale e dai Nas. Neanche una parola per informare di come l’allevamento intensivo sia il principale focolaio di epidemie come questa e che sia ormai indispensabile ripensare seriamente ad un sistema produttivo più sostenibile per l’ambiente, gli animali e la salute dei consumatori."

Aiab e Legambiente chiedono che "il ministro si renda conto della responsabilità che ha sulle spalle e magari facendosi spiegare gli argomenti dai suoi colleghi Alemanno, Maroni e Tremonti che nei giorni scorsi hanno mangiato carne di pollo in una manifestazione pubblica, renda giustizia ai tanti allevatori italiani che svolgono seriamente il proprio lavoro".

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