A poche ore dall’accertamento di 6 casi di influenza aviaria in Italia, Legambiente avanza le sue richieste. "Riprendere il piano nazionale di monitoraggio sulle zone dove si fermano gli uccelli migratori e effettuare controlli capillari sugli allevamenti per certificare la sicurezza degli animali". Questa l’appello dell’associazione ambientalista al Governo.

"E’ incredibile – commenta Francesco Ferrante direttore generale dell’associazione – che il piano nazionale di monitoraggio sui migratori si sia fermato al 31 gennaio e abbia riguardato solo poche aree del Paese, per mancanza di fondi. Chiediamo dunque al Governo di sapere quante risorse sia in grado di mettere a disposizione e dove intenda effettuare le attività di monitoraggio sulla presenza di ceppi di influenza aviaria in Italia".

"Sul fronte della sicurezza alimentare – prosegue il direttore di Legambiente – sono le Asl a dover effettuare controlli sugli allevamenti, che in una fase eccezionale come quella attuale non possono essere episodici. Questo è l’unico modo per certificare la sicurezza dei nostri polli, tutelare il lavoro di centinaia di aziende avicole e la salute dei cittadini italiani. Sono 4 mesi che si parla di aviaria, ma l’unico provvedimento che ha preso il governo è quello di ordinare i vaccini arricchendo le multinazionali. Nessuna parola invece sulla necessità di portare avanti i monitoraggi e il controllo degli allevamenti".

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