Secondo la Commissione Europea le misure previste dall’Italia contro l’emergenza influenza aviaria non sono compatibili con il mercato comune, in particolare sembrano configurare aiuti di Stato alle imprese, vietati, secondo determinati parametri, dalla normativa comunitaria. Intanto Coldiretti scende in piazza con gli allevatori a Roma davanti a Palazzo Chigi a sostegno del Governo italiano per combattere la crisi e la psicosi che hanno fatto crollare i consumi. Infatti oggi si tiene il Tavolo agroalimentare, al quale parteciperà il presidente nazionale Paolo Bedoni.

L’Unione Europea contesta in particolare – si legge nella nota della confederazione – l’articolo 5 della legge n. 244/2005 (Misure urgenti per la prevenzione dell’influenza aviaria) che autorizza AGEA ad acquistare 17.000 tonnellate di carne avicola surgelata e altri prodotti avicoli freschi da destinare ad aiuti alimentari, prevede a favore degli operatori del settore avicolo la sospensione/differimento dei tributi, la sospensione/differimento dei contributi sociali e previdenziali e la sospensione dei pagamenti delle rate delle operazioni creditizie e di finanziamento e, infine, la concessione di contributi per l’accensione di mutui per la riconversione e la ristrutturazione delle imprese coinvolte nell’emergenza della filiera avicola.

L’Unione Europea – prosegue la nota – ha già messo sotto accusa anche le norme nazionali che impongono l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del pollame e dei suoi derivati poiché le ritiene non conformi alla legislazione comunitaria. Nella nota comunitaria si arriva addirittura a sostenere che "nessun elemento indica che i consumatori italiani sarebbero indotti in errore senza la presenza dell’indicazione di origine della carne avicola" mentre è chiaro che l’etichetta di provenienza è un elemento di trasparenza che garantisce la rintracciabilità delle produzioni, una maggiore efficienza dei controlli e la libertà di scelta dei consumatori. L’etichetta "Made in Italy" – conclude la Coldiretti – è obbligatoria in Italia dal 17 ottobre secondo l’ordinanza del 26 agosto 2005 del Ministero della Salute.

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