Giornalisti sempre più in pericolo. Le ragioni sono diverse ma tutte riguardano la testimonianza di problemi interni ai paesi, dalle attività delle organizzazioni criminali ai conflitti fra governi e opposizioni, dalle lotte politiche alle tensioni tribali. Ma il risultato è un bagno di sangue: nei primi sei mesi di quest’anno, da gennaio a fine giugno, 59 giornalisti sono stati uccisi in 25 paesi del mondo. Si tratta di un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2009, quando i giornalisti uccisi erano stati 53. È quanto testimonia l’associazione The Press Emblem Campaign, che oggi ha denunciato questi omicidi.

Il segretario generale Blaise Lempen ha evidenziato come i giornalisti siano particolarmente esposti al pericolo dove testimoniano dei conflitti e dei problemi interni ai paesi, e ha chiesto ai governi e alla comunità internazionale di agire con fermezza per porre fine a questi omicidi e portare i responsabili dei crimini davanti alla giustizia.

Il paese più pericoloso per i giornalisti è il Messico, dove nei primi sei mesi dell’anno sono stati uccisi 9 giornalisti; seguono l’Honduras con 8 omicidi, il Pakistan con 6, la Nigeria e le Filippine ognuna con 4 omicidi; 3 i giornalisti che sono stati uccisi in Russia, 3 in Colombia, e ancora 2 rispettivamente in Iraq, Nepal, Tailandia, Venezuela. Un omicidio per ognuno dei seguenti paesi: Afghanistan, Angola, Bangladesh, Brasile, Bulgaria, Camerun, Cipro, Ecuador, Israele, Repubblica democratica del Congo, Rwanda, Turchia, Somalia e Yemen.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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