Sollecitare e diffidare le industrie ricadenti nel proprio territorio al fine di mettere in atto ogni moderna tecnologia capace di abbattere le emissioni. E’ quanto chiedono i cittadini di dei comuni di Augusta, Priolo e Melilli (Sicilia) ai sindaci delle città con riferimento alla proposta avanzata dell’inserimento di nuovi insediamenti di smaltimento e incenerimento nel triangolo industriale costituito dai tre comuni.

In particolare, secondo i cittadini i nuovi insediamenti proposti potrebbero avere come ulteriore conseguenza un notevole aumento nell’ambiente di polveri sospese, di metalli pesanti, di diossine, di tossici quali monossido di carbonio, ossidi di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico e fluoridrico, idrocarburi policiclici aromatici, composti organici volatili. "Ciò comporterà – si legge in una lettera scritta alle aziende del polo industriale – inevitabilmente un ulteriore aumento delle malattie allergiche e respiratorie, delle malformazioni congenite e delle patologie tumorali".

Vari studi sono stati svolti su questa area. In particolare, la dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale, che comprende i comuni di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia, Solarino, è stata deliberata nel dicembre del 1990 ed il Piano di Risanamento è stato approvato con nel 1995. "Ad oggi – prosegue la lettera – gli interventi previsti dal Piano di Risanamento Ambientale, esclusi quelli a carico dei privati per l’adeguamento degli impianti alle norme di legge, non sono stati effettuati. Anzi si teme, per il prossimo futuro, l’inserimento di uno o più impianti di smaltimento e di incenerimento nel contesto dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale".


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