I cittadini di oltre 50 nazioni, riuniti in più di 200 tra associazioni e comitati, hanno organizzato oggi e per tutto il fine settimana iniziative per celebrare la Giornata mondiale contro gli inceneritori, giunta ormai alla sua quarta edizione, indetta da GAIA, l’Alleanza Globale per le Alternative all’Incenerimento.

In oltre 30 città italiane, Greenpeace e la Rete Nazionale Rifiuti Zero hanno organizzato banchetti e presidi, fiaccolate e conferenze sull’incenerimento. "Le ricerche hanno dimostrato che gli inceneritori producono centinaia di agenti inquinanti, fra cui diossine e metalli pesanti. Nonostante le nostre azioni dirette e la documentazione scientifica prodotta a livello internazionale, il governo sembra ancora intenzionato a realizzare sempre più nuovi impianti. Eppure è possibile promuovere alternative sostenibili all’incenerimento come, ad esempio, il trattamento meccanico biologico" afferma Vittoria Polidori, responsabile inquinamento di Greenpeace.

Oggi, infatti Greenpeace e Rete Nazionale Rifiuti Zero pubblicano in italiano due rapporti: ‘Come attenersi alla Direttiva relativa alle discariche dei rifiuti senza incenerimento’ e ‘La gestione dei rifiuti a freddo-Stato dell’arte delle tecniche alternative all’incenerimento dei residui dei rifiuti urbani nei quali si spiega come il trattamento meccanico biologico (TMB) dei rifiuti residui può essere l’alternativa sostenibile all’incenerimento. E lanciano una petizione nazionale contro gli incentivi pubblici agli inceneritori.

"E’ necessaria una petizione nazionale contro gli incentivi pubblici agli inceneritori, che se non ricevessero i sussidi statali come attualmente accade, pagati dai contribuenti, non sarebbero certamente in grado di stare sul mercato. Questi aiuti andrebbero dirottati invece verso programmi di riduzione e di riciclaggio" conclude Polidori.


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