Tempi accellerati attraverso procedure eccezionali, scorciatoie per ottenere autorizzazioni di costruzione a tempo record, tentativi di eludere e scavalcare normative europee e nazionali. È la febbre del business, quello dannoso, scatenata dall’arrivo della Coppa America a Trapani. La denuncia è partita questa mattina in una conferenza stampa tenutasi a Palermo da Club Alpino Italiano, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Wwf.

"Da quasi un anno – si legge nella nota diffusa dalle associazioni – le nostre attenzioni sono concentrate sul binomio Coppa America – porto di Trapani. Le regate, infatti, hanno risvegliato pericolosi appetiti speculativi al punto che questo importante evento sportivo è diventato il simbolo di una grande questione ambientale e di legalità con rilievo di livello europeo".

In sostanza, il cartello di associazioni ambientaliste denuncia che si è tentato di realizzare significative opere portuali quasi sempre non indispensabili ai fini delle regate veliche. Si è cercato di fare ricorso alle procedure eccezionali contemplate dall’Ordinanza governativa per la Coppa America, al fine di scavalcare o eludere la normativa ambientale e quella comunitaria, aggredendo la Riserva Naturale "Saline di Trapani" e l’omonima Zona di Protezione Speciale, istituita dalla Commissione Europea per tutelare un ambiente unico e di grande interesse naturalistico.

Le opere sono iniziate e sono state portate avanti non solo senza le preventive valutazioni sulla compatibilità ambientale (come previsto, seppur in modo criticabile, dall’Ordinanza governativa), ma senza che queste fossero depositate nei termini dovuti. Alcuni lavori sono stati addirittura appaltati non avendo ancora neppure progetti completi.

"Fortunatamente – continuano le associazioni – il nostro intervento ha permesso più volte di bloccare lavori dannosi di mega opere, ma sono ancora molte le azioni da monitorare nelle prossime settimane".

Dunque una partita ancora tutta da giocare soprattutto perché Club Alpino Italiano, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Wwf si sono dichiarate favorevoli allo svolgimento dell’evento e si sono dette convinte della possibilità di far svolgere la Coppa America senza sconvolgere l’assetto del porto e senza il ricorso a grandi opere portuali in deroga ai vincoli ambientali.


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