Sta circolando da fine ottobre 2005 un appello che avvisa di stare attenti a un e-mail intitolato "argentina militari torturatori". Questo il testo dell’e-mail: "Per le prossime settimane state attentie per nessun motivo aprite la e-mail che dice "argentina militari torturatori". Indipendentemente da chi te lo invia, fai circolare questa e-mail a tutti i tuoi contatti perchè è un virus che apre un passaggio nel tuo PC e formatta tutto il disco C , questo virus ti arriverà con il nome di qualcuno conosciuto nella tua lista dei contatti. Per favore, invia questa e-mail a tutti i tuoi contatti perchè è meglio ricevere 25 volte questo messaggio che
perdere tutto. Grazie"

Come segnala anche Paolo Attivissimo nella sua newsletter si tratta di una bufala o meglio di un "titolobufalovirus", "ossia uno dei tanti falsi allarmi riguardanti virus che sarebbero identificabili in base al titolo del messaggio al quale sono allegati."

Attivissimo afferma che "questi appelli sono l’equivalente Internet del grido "al lupo, al lupo", e suggerisce di ignorarli e di avvisare i mittenti dell’e-mail che si tratta di bufale.Infatti – spiega Attivissimo – non è dal titolo che si capisce se un e-mail è pericoloso o meno. Un e-mail infetto può avere qualunque titolo (anche quello citato nell’appello). L’appello dunque è del tutto inutile e fuorviante, perché fa pensare che soltanto e-mail con quel titolo siano pericolosi.

Estremizzando infatti tutti i messaggi che si ricevono vanno considerati a rischio allo stesso modo, anche se provengono (apparentemente) da mittenti conosciuti, per difendersi dai virus – consiglia Attivissimo – è necessario prestare molta attenzione e tenere costantemente aggiornato il proprio antivirus, eseguire sistematicamente gli aggiornamenti di sicurezza del proprio sistema operativo, usare programmi privi di vulnerabilità e non aprire mai gli allegati di qualsiasi provenienza (anche "fidata") senza controllarli prima con un antivirus aggiornato (meglio comunque non aprirli se non sono strettamente indispensabili).

Spesso comunque questi allarmi sono falsi. Chi inoltra il messaggio spesso infatti lo fa perché lo ha ricevuto a sua volta e così via. Il fatto che siano "firmati" – con la firma digitale o arrivino da un mittente conosciuto – non è affatto una garanzia di affidabilità. Attivissimo conclude la sua newsletter affermando che comunque c’è un modo per distinguere un falso allarme da uno vero: "gli avvertimenti veri a proposito di virus includono sempre un riferimento a una pagina di documentazione di un sito di produttori di antivirus (ad esempio Symantec, Trend Micro, McAfee) e offrono dettagli tecnico precisi sul funzionamento del virus (ad esempio quali sistemi operativi ne sono colpiti, come agisce): non contengono frasi ad effetto ma prive di qualsiasi significato tecnico come "apre un passaggio nel tuo PC"."

L’unico modo – conclude infine Attivissimo – per stroncare questi falsi allarmi è non diffonderli: neppure con la scusa del "non si sa mai", perché causano soltanto confusione e distraggono dalle vere tecniche di difesa dai virus.

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