Nasceranno dall’università degli studi di Bari le nuove norme internazionali per la certificazione Iso/Iec relativa all’ingegneria del software e dei sistemi. Cento esperti provenienti da 25 Paesi di ogni parte del mondo sono riuniti presso il dipartimento di Informatica dell’Ateneo barese per elaborare i nuovi standard industriali e commerciali cui dovranno attenersi i produttori di software per ottenere la certificazione di qualità per il settore dell’informatica e della comunicazione (Ict).

"E’ un importante riconoscimento per l’impegno che, come dipartimento, poniamo nella ricerca sulla qualità dei software", ha commentato il professor Giuseppe Visaggio, che ha voluto fortemente che fosse scelta l’Italia e Bari come sede dell’annuale appuntamento del Comitato tecnico responsabile della definizione degli standard di qualità Iso/Iec. E’ la prima volta infatti che questo evento viene ospitato nel nostro Paese, a riprova della "stima internazionale di cui gode il nostro lavoro di ricerca", dichiara il docente, che è anche responsabile di Serlab, il laboratorio di ricerca in ingegneria del software dell’università di Bari.

Per una settimana, studiosi di istituzioni di ricerca e top manager di grandi aziende come Microsoft, Fujitsu, Hitachi per citarne solo alcune tra le più note, si ritroveranno in una ventina di gruppi di lavoro per fare il punto sui progressi scientifici in materia di qualità e sullo stato di applicazione degli standard vigenti, si confronteranno sulle modifiche da apportare ai manuali che dal 2006 diventeranno il riferimento tecnico di chi realizza software. Sempre più nel mondo infatti, per commercializzare un prodotto ad alta componente tecnologica diventa indispensabile acquisire una certificazione di qualità, che "garantisce il rispetto degli standard – afferma Visaggio – e consente al produttore di offrire un certo grado di affidabilità all’acquirente e al fruitore finale del suo prodotto".

"Il mondo oggi dipende in gran parte da dispositivi automatizzati – chiarisce il professore – le stesse aziende, anche quelle medie e piccole, affidano la gestione a sofisticati sistemi software ". Ma non è solo questo. Dal commercio alla disciplina del traffico stradale, alla medicina (pensiamo ai bypass cardiaci) all’intrattenimento, dai telefoni cellulari alle automobili, non c’è oggi un settore che sia immune dall’utilizzo di sistemi informatici, più o meno elaborati. Perfino in ambito militare è sempre maggiore la presenza di alte tecnologie, per esempio nei sistemi di controllo delle armi. E’ per questo che alla settimana di studio barese partecipano anche rappresentanti delle forze armate e del dipartimento della Difesa americana, studiosi di agenzie specializzate della Nasa, rappresentanti dell’Agenzia spaziale europea.

"Progettare software oggi – continua Visaggio – vuol dire sempre di più proteggere gli interessi del consumatore, minimizzando i rischi che potrebbero venire da un eventuale guasto dei programmi informatici, oltre che supportare le società che producono o utilizzano sistemi telematici". Per il dipartimento, che sta curando la logistica del meeting, l’evento ha anche una valenza didattica per i tre corsi di laurea in Informatica, tanto che ai lavori del Comitato tecnico, Visaggio ha voluto coinvolgere come uditori anche alcuni degli studenti del corso in Informatica e tecnologie per la produzione del software «perché possano cominciare a fare esperienza di ciò che a livello internazionale è richiesto in termini di standard qualitativi e perché comprendano "sul campo" quanto importante e richiesta sia la loro figura professionale sul mercato del lavoro".
Al termine della settimana di incontri, gli esperti avranno stilato una bozza dei nuovi standard per le certificazioni di qualità. Si ritroveranno tra sei mesi per approvarli e renderli vigenti in tutto il mondo.

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