Sono soprattutto le bambine a rischiare di diventare vittime dei pedofili su Internet. A svelarlo è il rapporto 2006 sul progetto di ricerca Cirp (Child Internet Risk Perception) presentato oggi a Milano. I responsabili dell’Icaa (International Crime Analysis Association), che hanno realizzato la ricerca con il patrocinio dell’Unicef, del Ministero delle Comunicazioni, del Consiglio regionale del Lazio e con la sponsorizzazione di Symantec, hanno intervistato 400 bambini fra gli 8 e i 13 anni vittime di tentativi di adescamento su Internet, e al contempo si sono finti bimbi in mille collegamenti online a chat room. Il risultato, confermato sia dalle interviste che dalle simulazioni, è che in media fra il 13 e il 14% dei bambini subisce qualche molestia, a volte solo verbale, a volte con un tentativo di incontrarsi anche di persona quando si fermano in qualche chat-room. E quasi la metà delle vittime (il 44%) sono bambine fra i 12 e i 13 anni. La preda preferita, hanno spiegato i ricercatori, sono proprio le bambine particolarmente disinibite e curiose, ben educate, di buona intelligenza e indipendenti e nel contempo curiose e affascinate dalla trasgressione.


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