Numerose le novità nel nuovo paniere 2006 per il calcolo dei prezzi al consumo oggi presentato a Roma dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Sono infatti dieci le nuove posizioni, tra cui il latte in polvere per neonati, e otto quelle eliminate dal paniere. Per alcuni settori, ad esempio i trasporti, l’Istituto ha invece apportato una completa ristrutturazione della rilevazione dei prezzi.

L’aggiornamento del paniere viene effettuato dall’Istat alla fine di ogni anno, sulla base della verifica della rappresentatività dei prodotti presenti nella rilevazione, dell’evoluzione tecnologica dei prodotti, delle tendenze degli specifici mercati, delle differenziazioni regionali. Tra le principali novità, le nuove posizioni: ricotta, formaggio stagionato a pasta filata, formaggio stagionato di produzione locale, ananas, latte in polvere per neonati, pigiama da donna, felpa bambino, jeans bambino, apparecchio ortodontico, bed and breakfast.

Brie, provolone, caciocavallo, tessuto per donna, tessuto per uomo, body donna, noleggio videocassette, bigiotteria. Sono invece queste le posizioni eliminate nel nuovo paniere rispetto a quello del 2005. L’eliminazione di una o più posizioni rappresentative – spiega l’Istat in una nota – presuppone il mantenimento di un’adeguata copertura della più ampia voce di prodotto nella quale essa o esse erano contenute da parte delle posizioni che continuano o che entrano a far parte del paniere. Ad esempio, l’eliminazione delle posizioni brie, provolone e caciocavallo sono state effettuate tenendo conto anche del fatto che nella voce di prodotto formaggi stagionati continuano ad essere presenti le posizioni asiago, groviera, fontina, gorgonzola classico e taleggio, oltre all’inserimento delle posizioni formaggio stagionato a pasta filata e formaggio stagionato di produzione locale. Ciò consente una adeguata copertura della più ampia voce di prodotto formaggi stagionati.

Ristrutturazioni complete invece per le posizioni: trasporti ferroviari, personal computer, carta di credito, cassetta di sicurezza, spesa per la tenuta di conto corrente, custodia titoli, negoziazione titoli e servizi di bancopost. In particolare – continua la nota – nel capitolo Trasporti, data la diversa modalità di determinazione del prezzo la posizione rappresentativa Trasporti ferroviari è stata articolata in Trasporti ferroviari nazionali e Trasporti ferroviari regionali; nel capitolo Ricreazione, spettacoli e cultura la posizione rappresentativa Personal computer è stata articolata in Personal computer: unità centrale e Personal computer: periferiche, sulla base di un ampliamento della rilevazione riguardo sia alla tipologia dei prodotti sia al numero di quotazioni osservate; infine nel capitolo Altri beni e servizi è stato eliminato il gruppo Servizi bancari ed è stata rivista la denominazione del gruppo da Servizi bancoposta a Altri servizi finanziari n.a.c.. Anche per questo settore si è operato un ampliamento dei servizi da rilevare procedendo inoltre alla sostituzione delle posizioni rappresentative presenti nel precedente anno nei due gruppi (Carta di credito, Cassetta di sicurezza, Spesa per la tenuta di conto corrente, Custodia titoli, Negoziazione titoli e Servizi bancoposta) con due servizi compositi che permettono di seguire l’andamento di due distinti mercati: Servizi di deposito, incasso e pagamento e Altri servizi finanziari.

Novità anche nella struttura di ponderazione degli indici. Sette capitoli registrano un incremento del loro peso relativo: Abitazione, acqua, energia e combustibili (+0,2342 punti percentuali), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,2097), Trasporti (+0,1820), Comunicazioni (+0,1733), Altri beni e servizi (+0,0844), Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,0779) e Istruzione (+0,0467).

Immediata la reazione da parte del mondo consumerista. Secondo il Movimento Difesa del Cittadino "L’Istat – ha dichiarato Antonio Longo, presidente di MDC – non cessa di stupire con le scelte che annualmente fa per la composizione del "paniere". Tutto fa pensare i prodotti da eliminare e quelli da inserire nel paniere vengano scelti in funzione della capacità di far apparire più o meno basso il tasso di inflazione". Dito puntato verso l’inserimento del latte in polvere per neonati: "Non si comprende perché – continua la nota – soltanto adesso viene inserito il latte in polvere per i neonati, che oggi costa mediamente il 30-40% meno di un anno fa dopo le aspre battaglie portate avanti dalle associazioni di consumatori e dall’Autorità Antitrust contro le case farmaceutiche".

"Così pure il "peso" dell’energia – prosegue Longo – viene aumentato di un soli 0,2 punti percentuali, quando carburanti, elettricità e gas subiscono ormai da 12 mesi aumenti molto più consistenti. L’impressione è che nonostante le Commissioni paludate di cui si vanta l’Istat proceda a tentoni, senza una rigorosa logica di rilevazione del reale mercato e delle scelte quotidiane dei consumatori. Il fatto poi che invece di completare i punti di rilevazione, come da anni chiediamo, addirittura di facciano passi indietro (entra Vercelli ed escono Avellino e Teramo) adducendo difficoltà degli uffici statistici comunali è una conferma dello sbando in cui versa l’Istituto, che non è in grado di supplire ad eventuali carenze locali e si affida completamente all’efficienza o meno delle amministrazioni comunali".

Bocciato il paniere da parte dell’Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che afferma: "Ha poco senso far uscire beni ancora largamente acquistati dagli italiani, come provolone, caciocavallo, per sostituirli con voci che non riguardano certo la generalità dei consumatori come pasta filata, formaggio stagionato di produzione locale, latte in polvere per neonati, che è uno dei pochi prodotti che ha visto calare il prezzo proprio grazie alle denunce dei mesi scorsi di Intesaconsumatori), apparecchio ortodontico, bed and breakfast". "Al di là di queste osservazioni – proseguono le associazioni – la questione fondamentale è quella di modificare ed aggiornare in termini più attinenti alla realtà i pesi adoperati nel paniere, migliorare in qualità e quantità l’accuratezza delle rilevazioni territoriali dei prezzi dei beni di largo consumo, e creare panieri diversificati in grado di rappresentare meglio la situazione reale delle diverse categorie di consumatori".

Per Adiconsum, invece: "Il maquillage fatto dall’Istat va certamente nella direzione giusta di una maggiore spesa della famiglia per i prodotti energetici e per i servizi. Questo dato è un’ulteriore conferma che la liberalizzazione dei servizi ha prodotto più business alle imprese che vantaggi alle famiglie.

In particolare, spiega l’associazione, la sfasatura tra inflazione ufficiale e quella reale risiede nel ribasamento dei prodotti, per cui non vengono rilevati gli aumenti in tutti quei prodotti leggermente modificati e nella c.d. rimodulazione delle tariffe, è il caso dell’Intercity Plus, fatto apparire come nuovo servizio. E ancora lo scarso peso riconosciuto all’Rc auto (pari a 1/10 del reale) e agli affitti (pari a 1/4 del reale), ed infine tutti quegli aumenti n
on rilevati dovuti alle imposte e che si chiamano ticket sanitari, imposte di bollo, tasse aeroportuali, tassa sulla revisione dei veicoli.

Reazioni anche da parte degli agricoltori. Coldiretti in una nota ha affermato che "L’inserimento della ricotta nel paniere dei prodotti Istat rappresenta un riconoscimento della crescita record nei consumi familiari nel 2005 del 6,1 per cento per un prodotto che tre italiani su quattro hanno messo nel piatto almeno una volta e che è il "formaggio" più presente sulle tavole nazionali con un indice di penetrazione del 76 per cento secondo i dati Ismea – Ac Nielsen.

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