Taglio delle risorse e ridimensionamento della scuola dell’infanzia. Tempo pieno e aumento del precariato. Gabbie programmatiche, esami di stato e condizioni di lavoro nelle scuole. E ancora orientamento, dispersione scolastica e la necessità che il sapere torni al centro del dibattito e del futuro della scuola. Sono i temi affrontati nel corso del convegno "Oggi la Moratti, domani la scuola" organizzato dai DS a Roma. Fra gli elementi sottolineati nel meeting, il fallimento della riforma Moratti, le linee guida dell’Unione per il futuro della scuola e gli interventi attuati a livello locale.

"In questi anni abbiamo sofferto di una situazione complessa e delicata nelle scuole ma abbiamo anche messo in campo una linea alternativa al centrodestra": questo il commento di Maria Coscia, Assessore alla Scuola del Comune di Roma, che ha ricordato le attività svolte nel campo educativo, ad esempio attraverso i servizi educativi sperimentali con i bambini più piccoli. "Abbiamo creato servizi educativi di alta qualità e ripreso l’iniziativa sulla diffusione dei nidi con 6000 posti in più, il 70% in più rispetto al 2001 – ha sottolineato l’Assessore capitolino – Educazione e istruzione sono stati al primo posto nella nostra azione di governo. E nei 6000 posti è stato messo in campo un sistema di servizi per l’infanzia". Da qui anche il riferimento al programma dell’Unione, che prevede l’impegno di portare al 25% i nidi nel paese. E una precisazione: "Non bastano le politiche di bonus una tantum: servono politiche di sostegno economico e politiche dei servizi.

Un altro obiettivo è la generalizzazione della scuola dell’infanzia in tutto il paese. In questi anni – prosegue l’Assessore – abbiamo dovuto sopperire al disimpegno dello Stato". Nella Capitale sono state attivate oltre 250 sezioni di tempo pieno in più, accolti oltre 700 bambini diversamente abili ed è stata posta attenzione al tema della multiculturalità e all’accoglienza dei bambini rom. "Abbiamo lavorato per essere da sponda a tutto il sistema dell’istruzione: Roma si pone come caso di eccellenza per le mense scolastiche", che riguardano circa 150.000 bambini e ragazzi. La riforma, conclude l’Assessore, deve però avvenire a partire dalle scuole: "C’è bisogno di innovazione ma bisogna fare forza sul lavoro delle scuole e non su riforme calate dall’alto".

"Non ci può essere sviluppo se non si investe sul sapere, che è anche una risorsa economica – ha commentato l’Assessore alla Scuola della Provincia di Roma Daniela Monteforte, che ha sottolineato anche la necessità di un impegno sul referendum costituzionale di giugno – Dobbiamo valorizzare i valori fondanti della nostra Costituzione. Importante è la proposta del biennio unitario con l’obiettivo dell’innalzamento della cultura di base". I dati scolastici della Provincia romana parlano di 5000 studenti in più nel biennio 2004/2006, con un incremento dell’iscrizione ai licei classici pari a 7000 studenti e una diminuzione di 2000 studenti nei tecnici. È stata costituita la Consulta provinciale dei dirigenti scolastici. La Provincia sta inoltre lavorando a Conferenze territoriali che possano rappresentare degli snodi per affrontare anche il tema della dispersione scolastica.

E nella dinamica fra scuola e Università è fondamentale il ruolo dell’orientamento. Lo ha sottolineato Lucio Pagnoncelli dell’Università "La Sapienza": l’orientamento "deve farsi cultura della scuola e dell’Università. Ci deve essere una cultura dell’orientamento come cultura di cittadinanza". Di contro, c’è una liceizzazione che spesso dipende dalla scelta delle famiglie e un senso di "spaesamento" fra i giovani che arrivano negli atenei.

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