Non bastava trovarsi di fronte ad annunci-truffa tra le pagine delle rubriche di lavoro dei quotidiani e dei giornali di annunci economici. L’ultima novità in fatto di raggiri arriva da Internet e sono proprio molti romani a lanciare l’allarme sulle bidonate via posta elettronica. In realtà le lettere con convocazioni a finti colloqui di lavoro i cittadini le conoscevano già, ma ora alle lettere cartacee si aggiungono anche le "bufale" spedite via e-mail che in realtà si rivelavano tentativi di estorcere denaro ai più ingenui con contratti cavillosi.

I truffatori on-line tendono la "rete" promettendo impieghi che prevedono facili e alti guadagni con poca fatica. L’avvento di Internet ha consentito di accelerare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso centinaia di siti dedicati ad aziende e candidati. Così anche i truffatori non hanno perso tempo. Tante le promesse di denaro, ma alla fine non si capisce nemmeno di che lavoro si tratti. In molti casi una piccola somma di denaro è sufficiente per entrare in una «prestigiosa» banca-dati di curricula. Ma le proposte di lavoro non arrivano mai e al posto loro spuntano le truffe. Lavoro a domicilio? Non fidarsi è meglio. Gli annunci con proposte di lavoro a domicilio offrono spesso grandi compensi per lavori non qualificati, promettendo comodità e facilità d’esecuzione. Ma dietro l’apparenza del lauto guadagno si cela la delusione di un "bidone" ben architettato. Le e-mail che stanno invadendo la posta elettronica dei romani promettono "facili guadagni raggiungibili con uno dei metodi più redditizi che si siano mai visti". Ma si tratta solo di un trucco per spillare soldi. Così le truffe prosperano e continuano a fare vittime raggiungendo a tappeto centinaia di migliaia di giovani. Si stima che le e-mail truffa con offerte di lavoro fasulle ricevute dai romani nei primi 15 giorni di novembre siano circa 150 mila, con una media di circa 10 mila e-mail truffa al giorno. A denunciare la prassi illecita l’avvocato Sergio Scicchitano, delegato del Sindaco di Roma alla Tutela dei Consumatori e degli Utenti che afferma: "Per questo va sempre tenuta alta l’attenzione verso le proposte di lavoro sospette e le richieste di pagamenti anticipati o dei dati relativi ai propri conti bancari. Poche cose sono sleali tanto quanto ingannare chi è in cerca di lavoro e bisognoso di uno stipendio. Purtroppo spesso gli utenti di Internet alla ricerca di lavoro sono inesperti del mondo dell’occupazione e ripongono la loro fiducia in organizzazioni fittizie e senza scrupoli nate con il solo scopo di estorcere denaro ai cittadini".

Tra le presunte "aziende" coinvolte nell’invio massivo di posta elettronica con proposte di lavoro ci sono fantomatiche società che dicono di operare nel settore del commercio elettronico come partner di importanti banche mondiali. Anche in questo caso, come in tutti gli altri, l’utente viene "assunto" con il miraggio di facili guadagni che si possono concretizzare mettendo a disposizione dei presunti truffatori gli estremi del proprio conto corrente bancario. Ma chi cade nella trappola si ritroverà con il conto corrente svuotato. "Il pericolo è ovunque e i raggiri si materializzano sotto forma di inviti per falsi colloqui di lavoro o per finte selezioni di assunzione, corsi-truffa che rilasciano attestati inutili e privi di alcun valore legale, iscrizioni a banche-dati inesistenti e presunte possibilità di impiego con telefonate ai numeri a pagamento nazionali e a volte anche internazionali" conclude l’avvocato Scicchitano.

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