I Deputati del Parlamento di Strasburgo potrebbero ben presto chiedere la soppressione delle deroghe al limite massimo di 48 ore lavorative settimanali previste dalla legislazione europea.Nel 1993, per accompagnare la realizzazione del mercato comune, l’Europa si è dotata di regole generali comuni sull’orario di lavoro. Secondo la legislazione europea, ogni lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo quotidiano di almeno 11 ore e ad alcune pause. L’orario di lavoro massimo settimanale è fissato a 48 ore e le ferie annuali devono essere di almeno 4 settimane. Per coloro che lavorano di notte, l’orario di lavoro massimo consentito è di 8 ore ogni 24 ore.

Tuttavia tali regole non sono valide in tutti gli stati e per tutti i lavoratori. Il Regno Unito infatti ha ottenuto sin dall’inizio che il limite dell’orario di lavoro non si applichi, in certi casi, ai lavoratori britannici. Cipro e Malta hanno fatto lo stesso. Altri paesi dell’Unione hanno scelto di ricorrere alla deroga per professioni specifiche come ad esempio per il settore della sanità o della ristorazione. Questo ha determinato che in alcuni casi si creassereo delle situazioni in cui il reale diritto del lavoratore sancito anche al livello comunitario non venisse rispettato. Nel Regno Unito, per esempio, i dipendenti sono sì liberi di rinunciare o di ricorrere al limite delle 48 ore ma gli viene chiesto di scegliere al momento della firma del contratto. In altri Stati come Francia, Spagna e Germania, è sorto un altro problema in merito al calcolo delle ore di guardia dei medici negli ospedali. Ci si interroga infatti se le ore durante le quali i professionisti attendono senza svolgere alcun compito in particolare, siano da considerarsi ore di lavoro effettive.La Commissione europea ha proposto di fare una distinzione tra ore di guardia "lavorate" o "inattive", le quali non contano ai fini dell’orario di lavoro.

La Commissione per l’occupazione e gli affari sociali, invece non è tuttavia dello stesso parere. Essa ha infatti proposto di vietare le possibilità di deroga al limite delle 48 ore di lavoro massime settimanali ed ha inoltre stabilito che i periodi di guardia debbano essere, nella maggior parte dei casi, calcolati entro l’orario di lavoro.Al momento si attende la pronuncia del Parlamento europeo sul testo in questione, durante la sessione di maggio a Strasburgo dove i ministri europei degli affari sociali dovranno prendere posizione in merito.

 

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