Ammontano a 4683 i ricorsi ricevuti di cui 4638 definiti: questi i dati dell’attività 2004 dell’Ombudsman bancario, il giudice alternativo cui è possibile rivolgersi per risolvere gratuitamente le controversie tra banche e intermediari finanziari e i loro clienti privati consumatori. I ricorsi definiti in senso favorevole al ricorrente ammontano a 1072 mentre sono 2108 i ricorsi dichiarati inammissibili, ovvero che eccedevano le competenze dell’ombudsman.

"Un pò poche le pronunce dell’organo a favore dei consumatori che non raggiungono il 25% del totale dei ricorsi definiti. I numeri danno ragione alla scelta delle associazioni dei consumatori, facenti parte del Cncu, di non entrare a far parte del collegio così come previsto dal nuovo regolamento dell’organo". Così il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, Antonio Longo, commenta i dati dell’attività 2004 polemizzando anche sulla scelta dell’ABI di nominare un rappresentante dei consumatori anche in mancanza di una designazione delle associazioni: "è un atto di arroganza che non può essere accettato", conclude Longo.

L’organo, infatti, è competente a giudicare i ricorsi della clientela privata fino a 10 mila euro; un duplice limite che dal prossimo 1 gennaio, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, andrà a scemarsi. Non solo banche, ma anche gli intermediari finanziari parte di gruppi bancari, possono essere chiamati a rispondere del loro operato. I clienti consumatori, quindi, possono ora rivolgersi al Collegio per controversie non solo con banche ma anche con società finanziarie, di gestione del risparmio, fiduciarie e di leasing purché facciano parte di un gruppo bancario.

"Il buon operato dell’Ombudsman – ha dichiarato il presidente del Collegio, Giorgio Sangiorgio – ha avuto un duplice merito: ha messo a disposizione dei cittadini un sistema di giustizia veloce e gratuito e ha responsabilizzato gli "uffici reclami" di molte banche che sono diventati più attenti alle richieste dei clienti".

In presenza di un motivo di doglianza, il cliente deve innanzitutto rivolgersi all’Ufficio reclami della banca o dell’intermediario finanziario, che entro 60 giorni o 90 in caso di prodotti finanziari dovrà far sapere se accoglie o meno il reclamo. Se ciò non avvenisse, o se la risposta è negativa in tutto o in parte, il cliente privato consumatore ha il diritto di ricorrere entro un anno al’Ombudsman. Il Collegio così attivato deve decidere entro 90 giorni; la decisione emessa dal Giurì ha valore vincolante per la banca e per l’intermediario finanziario.

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