E’ stata definitivamente riconosciutala dall’Unione Europea la Melannurca Campana Igp che entra nell’Albo delle denominazioni di origine dell’Unione Europea da valorizzare e proteggere nei confronti delle imitazioni. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale la mela annurca è un frutto tipico campano delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, conosciuto nel mondo perché fatto maturare e colorire dal sole a terra, su un letto caratteristico di paglia. Con il nuovo riconoscimento – sottolinea la Coldiretti – salgono a 154 le produzioni nazionali a denominazione di origine (Dop) e indicazione geografica (IGP) tutelate dall’Unione e l’Italia consolida il primato comunitario con oltre il 20 per cento del totale dei 710 prodotti europei. Le specialità nazionali riconosciute dall’UE come denominazioni di origine protetta o indicazione geografica protetta (Dop/Igp) valgono al consumo 5,6 miliardi di euro (1,5 miliardi le esportazioni) e sono composte da un paniere in cui primeggiano i prodotti ortofrutticoli (46), gli oli extravergini di oliva (37), seguiti dai formaggi con ben 32 prodotti riconosciuti e dai prodotti a base di carne (28). Completano la lista i prodotti da panetteria (3), le spezie e le essenze (3), gli aceti (2), i prodotti di carne e frattaglie fresche (2) e i mieli (1).

La mela annurca ha una produzione stimata in 50.000 tonnellate medie annue ottenuti su oltre 5000 ettari di piantagioni e secondo una ricerca condotta su questa specialità dalla seconda Universita’ degli Studi di Napoli il consumo di due frutti al giorno può contrastare alcuni processi infiammatori che si verificano nello stomaco e non si esclude che possano svolgere anche un’ azione preventiva nell’ insorgenza del tumore gastrico. L’indicazione di origine protetta è attribuita a due tipi di mela: "Annurca" e "Annurca Rossa del Sud" ed è riconoscibile al consumatore – precisa Coldiretti – da un logo che raffigura, su fondo bianco, una mela con un picciolo verde ed una foglia bianca bordata di verde. La varietà annurca – continuano i coltivatori – ha una forma appiattita-rotondeggiante con un diametro pari a 60 mm ed un peso di 100 g. La buccia, di medio spessore, alla raccolta è di color giallo-verdastro con striature rosse mentre assume un sovracolore rosso dopo il periodo di maturazione a terra sopra paglia o trucioli di legno. La polpa, di colore bianco, è molto compatta, croccante e mediamente dolce-acidula, abbastanza succosa, aromatica e profumata.

La varietà rossa del sud sia per forma che per dimensioni e caratteristiche della polpa è simile alla Annurca ed ha buone qualità gustative. Il colore della buccia – precisa la nota – è giallo con successivo sovraccolore rosso. La tutela comunitaria della mela Annurca si aggiunge a quelle già accordate alle mele Val di Non e Alto Adige Dop che garantiscono a quasi la metà del raccolto nazionale del gustoso "frutto del peccato" la protezione dai falsi e dalle imitazioni. Anche grazie alle nuove tutele comunitarie contro i falsi, dopo il boom fatto registrare negli anni passati, nel corso del 2005 si è quasi dimezzata l’importazione di mele dalla Cina che ha raggiunto un valore stimato dall’assoicazione di categoria in 2,5 milioni di chili. Un trend di diminuzione che ha peraltro un significato generale con una diminuzione delle importazioni totali di mele del 41 per cento per una quantità di poco superiore a 55 milioni. Con un consumo di 130 mele per persona all’anno gli italiani sono ancora lontani dall’obiettivo indicato dal famoso proverbio "una mela al giorno leva il medico di torno" come ricetta per garantire una buona salute, nonostante l’Italia sia leader europeo, dopo la Polonia, nella produzione di mele con oltre 2 milioni di tonnellate all’anno concentrate nel Trentino-Alto Adige, in Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Campania e Lombardia. Il primato italiano è anche qualitativo con – conclude la Coldiretti – tre mele riconosciute come Dop o Igp (Val di Non, Melannurca Campana e Mela Alto Adige) e 69 mele tradizionali censite dalle Regioni.

 

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