L’Italia può contare sull’esperienza di 440 banche cooperative, con circa 3450 sportelli, per erogare fondi destinati a progetti di microcredito e di microfinanza. Il nostro Paese rappresenta, dunque, la quarta realtà per la raccolta di depositi, la seconda per patrimonio e la prima per ritmi di crescita e per numero di filiali italiane. Il dato è stato ricordato, oggi a Roma, nel corso di un convegno sul tema alla Camera dei deputati. Gli istituti di credito italiani sono dunque impegnati in prima persona sul tema del microcredito. Secondo un’indagine condotta dall’Abi effettuano operazioni di microfinanza banche che rappresentano il 28% del totale attivo di sistema, per oltre 6.600 sportelli in Italia (21,7% del totale). Il 22% delle banche offre servizi di microfinanza.

La via italiana al microcredito e alla microfinanza è rivolta a promuovere intese e partenariati del sistema bancario italiano con le istituzioni di microfinanza operanti nei Paesi in via di sviluppo, facilitando l’inserimento di queste nei sistemi finanziari locali e individuando meccanismi di supervisione e di controllo delle operazioni e assicurando la formazione degli operatori del settore. Tra gli esempi di microcredito si segnala il Poverty alleviation program in Egitto, dove con un fondo rotativo creato per il progetto dalla Direzione generale per la Cooperazione del Ministero deli Esteri italiano è stato possibile realizzare con un organizzazione non governativa torinese (il Mais), un intervento di denaro alle comunità locali egiziane.

Con l’International Management Group, nato nel 1994, e composto da 14 Paesi europei è stato possibile, inoltre, attivare progetti nei Paesi dell’Est, in Palestina. Con circa 1 milione di euro saranno finanziate 18 attività fra progetti di ricerca ed eventi nazionali e internazionali da tenersi nei prossimi mesi. Tutte le informazioni si possono scaricare da Internet al sito: www.annodelmicrocredito.org

In tutto ciò un ruolo importante viene svolto dal Governo italiano. Hc ha intervistato il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini che è anche presidente del Comitato nazionale per il microcredito sulle iniziative del nostro Paese sul tema.

Ministro Baccini, quando è nata l’idea di lanciare il 2005 come l’anno internazionale del microcredito?

Tutto è nato il 18 novembre 2004 a New York per volontà delle le Nazioni Unite. Si è voluto così riprendere le parole di Kofi Annan, che ha inteso sottolineare l’importanza della microfinanza come parte integrale dello sforzo collettivo per realizzare gli obiettivi di sviluppo per il millennio.

E con il termine microfinanza cosa si è voluto indicare?

L’offerta di servizi finanziari di modesta entità, e dunque anche di microcredito, a clientela a basso reddito. Essa permette di alleviare la povertà e di creare posti di lavoro, consentendo a singoli individui, famiglie e gruppi di persone di accedere ai servizi sociali di base.

Qual è il ruolo del Comitato nazionale italiano?

Esso è strutturato in due gruppi di lavoro, Gruppo riflessioni e Gruppo attività. Il primo con l’obiettivo di individuare i modelli operativi più idonei per una via italiana alla microfinanza e il secondo, con l’obiettivo di proporre iniziative italiane di microfinanza che abbiano carattere di continuità e non si esauriscano con il termine del 2005. Il Comitato promuove un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche attraverso la programmazione di incontri, conferenze ed eventi speciali che favoriscano le riflessioni di esperti ed operatori del settore, e la predisposizione di siti Internet dedicati. In questo modo vogliamo garantire una promozione organica delle diverse iniziative che saranno intraprese a livello nazionale ed internazionale.


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