"Un modello di servizio più aderente ai bisogni ed alle esigenze delle persone, strutturato come comunità familiare da realizzare attraverso il coordinamento tra i servizi competenti nella promozione, tutela e protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza". Così l’assessore alle politiche sociali della regione Umbria, Damiano Stufara, ha definito le linee guida del regolamento regionale, approvato in questi giorni, in materia di autorizzazione al funzionamento delle strutture dei servizi sociali a ciclo residenziale e semi-residenziale per soggetti in età minore.

Il regolamento è stato approvato in attuazione della legge che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori (149/2001) ed ha "lo scopo – ha aggiunto Stufara – di implementare il sistema di tutela dei minori e delle famiglie dopo un percorso di partecipazione e discussione che ha raccolto i suggerimenti e le osservazioni degli operatori dei servizi e dei referenti dei comuni dei diversi ambiti territoriali".

Il provvedimento prevede inoltre la chiusura degli istituti per minori entro il 2006 ed avvia il processo di riconversione e riqualificazione degli istituti presenti nella regione e l’accoglienza temporanea in diverse tipologie che vanno dalla comunità educativa, alla pronta accoglienza, alla comunità che riceve bambini con i genitori ed alle case famiglia. In tutte le strutture potranno essere inseriti minori con un’età compresa tra i 6 ed i 21 anni.

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