Il numero dei bambini disabili nell’Europa centrale e orientale, nella Comunità degli Stati Indipendenti e nei Paesi Baltici (CEE/CIS) è aumentato drammaticamente. E’ l’allarme che emerge nel Rapporto Unicef – serie "Innocenti Insight", realizzato dall’Unicef Innocenti Research Centre, dal titolo "Bambini e disabilità nella fase di transizione dei paesi dell’Europa centrale e orientale, della Comunità degli Stati Indipendenti e dei Paesi Baltici.

Secondo la ricerca, nell’Europa centrale e orientale, il numero totale dei bambini registrati come disabili nei 27 Paesi della regione è triplicato, passando da circa 500.000 unità nel 1990 a 1,5 millioni nel 2000. Si ipotizza che un altro milione di bambini non sia registrato.

Ai numeri si aggiungono le denunce dell’Unicef: la maggior parte di questi bambini – si legge in una nota dell’organismo – continua a vivere in condizioni di disagio in istituti d’accoglienza separati, in uno stato d’emarginazione e discriminazione. Per decenni un gran numero di bambini diversamente abili è stato rinchiuso negli istituti d’accoglienza e questa pratica è continuata durante il periodo della transizione post-sovietica.

Secondo l’associazione umanitaria per porre fine alla pratica diffusa di inserire i bambini disabili in istituti è necessario un cambiamento nell’atteggiamento pubblico; misure per aumentare gli introiti famigliari, cosicché i bambini possano restare con le loro famiglie e sviluppare al massimo il loro pieno potenziale; maggiore partecipazione dei genitori nelle decisioni che coinvolgono i propri bambini; risorse per le famiglie e la comunità e una trasformazione dell’ambiente fisico che acuisca i disagi della disabilità. "Dare ai genitori e alle comunità il potere di assumere le decisioni che li riguardano è, di per sé, un valido contributo al consolidamento della democrazia in questa regione – ha commentato in una nota Maria Calivis, Direttore dell’Ufficio Regionale dell’UNICEF per l’Europa centrale e orientale, la Comunità degli Stati Indipendenti e i Paesi Baltici – Significa dare voce a coloro che sono più direttamente colpiti, dando loro sostegno mediante le necessarie risorse locali decentralizzate".


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