Una più severa regolamentazione della promozione e della vendita di quei videogames che riproducono in modo sempre più verosimile scene di guerra e di violenza. E’ la richiesta del dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) per colmare la lacuna legislativa del settore e per tutelare la fase evolutiva dei minori. Secondo l’Istat, infatti, il 65% dei bambini maschi preferisce passare parte del suo tempo davanti ai videogames. L’associazione ha inoltre lanciato un appello ai genitori affinché privilegino negli acquisti natalizi videogiochi di diversa natura, che favoriscano anche la socializzazione tra i bambini.

Negli Stati Uniti, fa notare l’associazione, il 12 dicembre la senatrice Hillary Clinton ha depositato una proposta di legge da inserire nel Family Entertainment Protection Act per vietare la vendita dei videogiochi violenti ai minori. In Europa e in Italia, il PEGI (il Pan European Game Information), promosso dall’ISFE, la Federazione Europea di Software Interattivo il cui riferimento italiano è l’AESVI (Associazione Editori Software Videoludico), è un sistema che fornisce ai genitori, acquirenti e consumatori informazioni utili aggiuntive rispetto al contenuto del gioco, indicandone l’idoneità per uno specifico gruppo di età , attraverso una serie di icone, poste sulle copertine dei videogiochi.

"Ma tutto ciò non basta. In questi giorni di shopping natalizio è sufficiente andare in un grande magazzino – denuncia Lucia Moreschi, responsabile di MDC Junior – per scoprire che minori in tenera età passano ore intere negli spazi allestiti dai gestori dei magazzini per provare videogiochi di vario genere, purtroppo anche quelli bellicosi e violenti. In molti casi minori di 12, 13 o 14 anni possono pure acquistarli perché nel nostro Paese non vi è alcuna regolamentazione che ne impedisca la vendita ai bambini".

Ecco alcuni semplici consigli che MDC Junior rivolge a tutti i genitori:

  • controllare le informazioni sulle confezioni per capire se il contenuto è adatto all’età dei propri figli;
  • preferire giochi non violenti, come quelli sportivi, e che stimolino la socializzazione e lo scambio piuttosto che il gioco individuale;
  • limitare il tempo di gioco, stabilendo delle gerarchie tra compiti ed attività extrascolastiche;
  • non istallare i videogiochi nella loro cameretta, ma in un luogo comune di libero accesso alla famiglia;
  • giocare ogni tanto con loro;
  • controllare l’alimentazione, per evitare che i bambini abusino di snack e merendine mentre giocano davanti al video.

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