Torroni, panforte, cioccolato: i dolci di Natale rischiano di far impennare l’ago della bilancia, ma non solo. Per chi soffre di allergie alimentari, possono nascondere insidie insospettate. E’ l’allerta lanciata dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità (Siti) in occasione delle festività 2005. I dolci natalizi, infatti, giocano con accostamenti di sapori e prediligono i ripieni a base di frutta secca a guscio: mandorle, nocciole, noci comuni o pecan, per non parlare dei pistacchi, con il quale si fa anche un ottimo gelato, che potrebbero rivelarsi pericolosi.

Questi alimenti fanno tutti parte dell’elenco di sostanze a utilizzo alimentare ‘con potenziale allergenico accertato scientificamente’, secondo la tabella I della Direttiva 2003/89/CE, allegato III bis. Ma cosa può fare quindi il consumatore allergico per passare un Natale all’insegna della gola, ma in tutta serenità? "Certo non affidarsi al caso – sostengono le esperte della Siti Giuliana Marinelli, del Dipartimento di Medicina Interna e Sanità Pubblica dell’università dell’Aquila, e Emilia Guberti, direttore del Sian dell’Ausl di Bologna – Anche se il primo episodio di allergia indotta da assunzione di determinati elementi non può essere previsto, le successive reazioni devono essere prevenute". Come? "Il sistema per la rintracciabilità degli alimenti, compresa l’etichettatura, è uno degli strumenti che la legislazione europea prevede per garantire la tutela della salute umana dai rischi connessi all’assunzione inconsapevole di allergeni", ricordano gli igienisti della Siti. Occhio quindi all’etichetta e agli ingredienti contenuti nei dolci che si acquistano o che si ricevono in dono.

Per saperne di più visita il sito della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità.


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