Ammontano a 77 i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) nel 2005 presenti sul territorio nazionale a fronte dei 72 dell’anno precedente. Al 31 dicembre 2003, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e provinciali sono incede aumentate del 14,9% rispetto al 2001 e del 152% rispetto al 1995.E’ quanto emerge dal V Rapporto del Coordinamento Nazionale dei CSV sui centri in Italia, presentato oggi a Roma.

In aumento il numero di CSV ma soprattutto delle prestazioni: dal 2001 al 2004 l’aumento delle prestazioni dei Centri è stato del 220%, mentre gli utenti si sono incrementati del 66%. In particolare, dal 2003 al 2004 sono aumentate le iniziative di promozione del volontariato (+57%), di sostegno alla progettualità sociale (+18%), le attività di consulenza e assistenza (+78%). Percentuali positive si riscontrano anche sul fronte della presenza del volontariato nella comunicazione rivolta all’opinione pubblica (+31%).

Per quanto riguarda le risorse umane dei CSV, secondo la ricerca, oggi, ammontano a 652 gli operatori impegnati in modo continuativo pari a più di 400 unità a tempo pieno. Il 44% è dipendente e il 38% lavora con collaborazioni coordinate o progetto. In prevalenza si tratta di donne (58%) e quasi il 40% è assunto a tempo pieno. Mentre le varie figure sono in grande prevalenza dedicate all’erogazione dei servizi (90%).

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati anche i dati della quinta rilevazione dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) sulle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e provinciali al 31 dicembre 2003. Rispetto alla ricerca datata 2001, l’incremento è stato del 14,9% e del 152% rispetto ai dati del 1995. Secondo l’Istituto il notevole incremento si deve sia alla costituzione di nuove unità che all’iscrizione nei registri di organizzazioni preesistenti.

Tra le caratteristiche principali dell’universo delle organizzazioni di volontariato la ricerca dell’Istat ha messo in evidenza il forte radicamento di queste realtà nelle regioni settentrionali: nel 2003 il 28,5% è localizzato nel Nord-ovest, il 31,5 nel Nord-est, il 19,3% nel Centro e il 20,7 nel Sud ed Isole. Emerge inoltre la prevalenza relativa di piccole dimensioni organizzative, sia in termini di volontari attivi che di risorse economiche disponibili. La sanità (28%) e l’assistenza sociale (27,8%) si attestano i settori nei quali opera il maggior numero di organizzazioni.

Secondo l’assessore della provincia di Roma alle politiche sociali e per la famiglia, Claudio Cecchini, gli incrementi registrati dalle due ricerche "confermano l’esigenza della popolazione di protagonismo e di cittadinanza. La presentazione di questi dati sul mondo del terzo settore sono inoltre "l’occasione per riflettere sul tema del rapporto tra strutture pubbliche e associazioni di volontariato. In questa relazione è necessario evitare reciproci rischi: da parte del pubblico bisogna sottrarsi a strumentalizzare il volontariato" nel momento in cui si affida a queste organizzazione la gestione di un servizio e "da parte del terzo settore si deve evitare un appiattimento dal punto di vista gestionale".

Per maggiori informazioni vai al sito del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.

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