Si rinnova l’appuntamento annuale con il "Progetto sole", la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Commissione Difesa Vista per ricordare agli italiani l’importanza di utilizzare occhiali protettivi per la esposizione ai raggi UV. La Commissione promuove annualmente un’ indagine sulle modalità di acquisto e di utilizzo di occhiali da sole da parte degli italiani, condotto dall’Istituto di Ricerca Piepoli & Associati.

L’italiano medio sembra non curarsi particolarmente della propria salute visiva: solo 1 su 10 sceglie gli occhiali per proteggersi; un dato che diventa ancora più allarmante tra i giovani (nella fascia tra i 18 e i 34 anni): neppure uno su 10 se ne cura. Cresce con l’età, ma non di molto, l’attenzione alla salute e ai danni da raggi UV: sta a cuore al 14,8% tra i 35 e i 54 anni e al 13,2% tra i 55 e i 74 anni.

Poca attenzione alla salute, dunque, ma non alla moda. Il fattore estetico è ancora il primo input, nella scelta della montatura da sole: l’occhiale "bello" è una priorità per il 35,6% degli italiani. E addirittura per quasi il 50% dei giovani tra i 18 e i 34 anni.
Viene completamente sfatato il mito dell’italiano parsimonioso ed attento al portafoglio: poco più di un italiano su 10 (11,3%) annovera tra i motivi della scelta il "prezzo" conveniente. Una tendenza che avvalorerebbe un altro dato: l’83,1% degli italiani dichiara di comprare gli occhiali dall’ottico. Si tratta però di un acquisto un po’ distratto, visto che il 62,6% – sottolinea la Commissione – non si ricorda di aver trovato nella custodia il foglietto illustrativo. L’occhiale da sole, nella mentalità del consumatore italiano, continua ad essere considerato solo per le sue caratteristiche di moda, più che come strumento protettivo.

In linea con i sondaggi degli anni precedenti si conferma anche essere un acquisto diffuso tra i più giovani (nell’ultimo anno ne hanno acquistato un paio il 34,5% del campione tra i 18 e i 34 anni), "casalingo" (il luogo di acquisto prediletto è quello in cui si risiede nell’83,7% dei casi) e "modaiolo". La salute passa in secondo piano nonostante l’80% degli intervistati sia consapevole che l’esposizione al sole può comportare dei rischi. Ma alla domanda "quali rischi?", le risposte si fanno molto superficiali, da un generico "danni alla vista" (38%) a "bruciori ed arrossamenti" (28%).

Scarsa è la consapevolezza di danni più gravi, come quelli evidenziati dalla ricerca condotta dall’Istituto di Biometeorologia del CNR, che verrà presentata ufficialmente oggi. Il punto di partenza di tale ricerca è stata la considerazione che il raggio ultravioletto è ufficialmente riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio per la salute umana e in particolare per l’occhio. L’esposizione prolungata alla luce solare può indurre una serie di disturbi alla vista che vanno realmente (come indicato dal campione) dal semplice bruciore fino a patologie più serie come la cataratta o disturbi degenerativi dei tessuti delicati dell’occhio.

Il cristallino in particolare è il bersaglio più esposto ai danni da raggi UV, la perdita progressiva di trasparenza è la principale causa di cecità a livello mondiale e forse pochi sanno che, in alcune sue forme, si ritiene accelerata da un’eccessiva esposizione ai raggi UV. Non è un caso che questa patologia sia maggiormente diffusa in quelle zone del globo dove si hanno periodi più lunghi di esposizione ai raggi UV.

"Le radiazioni solari – afferma Flavio Paratore, medico oculista del Dipartimento di Oftalmologia e Scienza della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano – sono responsabili del precoce invecchiamento del nostro organismo, sia della pelle sia degli occhi: danneggiano progressivamente il cristallino, aumentando il rischio di cataratta, provocano danni anche alla retina e sono una concausa della degenerazione maculare".

Purtroppo di questi rischi "elevati" a cui sottopone i propri occhi, l’italiano medio non ne è a conoscenza, né per se, né per i propri figli. Malattie degenerative dell’età adulta sono spesso la conseguenza di danni subiti fin dalla prima infanzia. Eppure una recente ricerca, condotta sempre dall’Istituto Piepoli sulle visite oculistiche in età prescolare, rivela che il 70% delle famiglie italiane non utilizza occhiali da sole per i propri figli.

"Iniziare a proteggere i propri occhi dai raggi ultravioletti fin dall’infanzia – spiega Massimo Trevisol, ottico optometrista, specializzato in Scienze Visive e Sports Vision – è fondamentale. Molti genitori sottovalutano il problema e acquistano occhiali di scarsa qualità. La prevenzione fin da piccoli, invece, è uno strumento fondamentale per salvaguardare la nostra salute visiva: l’ottico saprà consigliare a ciascuno, grande o piccolo, la montatura più adatta".

Gli italiani denotano dunque una scarsa propensione alla prevenzione ed è proprio in questa direzione che si muovono le campagne di sensibilizzazione della Commissione Difesa Vista: il monitoraggio annuale dei comportamenti di acquisto di occhiali da sole da parte degli italiani aiuta a comprendere meglio il loro trend comportamentale e quindi a cercare di correggere i dati maggiormente negativi. Le campagne di sensibilizzazione della CDV iniziano a dare i loro frutti: un primo segnale positivo è nell’aumento percentuale di coloro che segnalano tra i rischi per la salute dei propri occhi l’ "eccesso di raggi UV" e 4 italiani su 10 hanno sentito parlare di prevenzione dei danni provocati dai raggi UV mediante occhiali da sole", un dato non esaltante, ma comunque positivo.


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