Le infrastrutture di base italiane sono abbastanza buone, ma il settore energetico pesa eccessivamente sui costi del sistema paese e, soprattutto, sul tessuto imprenditoriale caratterizzato da piccole e medie imprese. Questi alcuni dei dati contenuti in uno studio dell’ Ocse presentato oggi a Trento nel corso della Conferenza internazionale sullo sviluppo dell’imprenditorialità. Sulle infrastrutture di base (reti di trasporto viarie e ferroviarie), il rapporto considera la posizione dell’Italia "soddisfacente", ma punta il dito sul settore dell’energia in cui il paese "si trova in una posizione piuttosto difficile in quanto importatore netto di elettricità". E’ necessario perciò proseguire "nella liberalizzazione del mercato dell’ energia elettrica e del gas".

Per quanto riguarda le "infrastrutture tecnologiche – continua il rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – la situazione è molto diversificata". L’ Italia è "in ritardo per quanto riguarda le linee telefoniche, le linee a banda larga e le tariffe per i collegamenti alle linee di trasmissione dati, ma è tra i primi paesi per quanto riguarda l’utilizzo di servizi di telefonia mobile e appena sotto la media europea per le connessioni su internet"


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