Oggi a Parma, in un confronto tra l’ Efsa e le associazioni ambientaliste, dei consumatori e della salute verranno sottolineate alcune critiche verso le autorità. Le principali riguardano gli Ogm e arrivano un giorno dopo la decisione della Corte europea che attacca la liberta’ delle regioni di dichiarare il proprio territorio ogm-free.

Greenpeace e le altre associazioni chiedono all’agenzia di compiere seri cambiamenti nel proprio lavoro e nelle procedure seguite. "L’Agenzia – sostiene Greenpeace – dovrebbe adempiere alle sue obbligazioni legali e prendere in considerazione la sicurezza a lungo termine degli alimenti e le incertezze scientifiche a riguardo; rivedere i suoi comitati scientifici per renderli imparziali e indipendenti dall’industria; migliorare la trasparenza e mettere in pratica il Codice di buona amministrazione".

Greenpeace ha pubblicato oggi un nuovo rapporto scientifico sul mais Syngenta Bt11 criticando la valutazione del rischio compiuta dall’Efsa. L’Autorita’ diede parere positivo nel maggio 2005 e questo potrebbe diventare il primo Ogm autorizzato per la coltivazione nell’Unione europea dal 1998.

Il rapporto dell’associazione ambientalista dimostra pero’ che nessuna seria ricerca e’ stata condotta sulla tossicita’ di questo mais sul lungo periodo e sul suo impatto ambientale, ad esempio su specie di insetti utili o protetti. Per Federica Ferrario, di Greenpeace, "i potenziali rischi degli Ogm sono stati troppo spesso ignorati dall’Efsa, nonostante documentati studi scientifici. Il nostro nuovo rapporto sul mais Bt11 mostra che l’Autorita’ non ha portato a termine una completa valutazione del rischio come previsto dalla legislazione europea".

Per Adrian Bebb di Friends of the Earth "l’Efsa si e’ chiaramente convinta che gli Ogm sono sicuri e ignora ogni evidenza contraria. Le sue opinioni sono state sostenute finora dall’industria biotech, nonostante le preoccupazioni dei consumatori e degli stati membri".

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