Il tribunale di Colonia, in Germania, ha ordinato oggi a Monsanto di rendere pubblico il rapporto confidenziale sul mais geneticamente modificato mon 863. Lo rende noto Greenpeace. Monsanto – si legge in una nota diffusa dall’associazione ambientalista – "aveva cercato di tenerlo nascosto, ma lo scandalo era scoppiato dopo che un quotidiano inglese, "Independent On Sunday", aveva pubblicato i risultati dello studio, di circa 1000 pagine". L’associazione aveva chiesto di poter accedere ai documenti in Germania, in base ad una norma europea che stabilisce il diritto del pubblico di visionare ogni documento relativo alla valutazione dei rischi delle piante geneticamente modificate. In seguito all’autorizzazione da parte delle autorità tedesche, Monsanto aveva fatto causa al governo per impedire la pubblicazione dello studio.

Greenpeace ha affiancato il governo tedesco nella causa e la decisione di oggi permetterà la diffusione al pubblico del rapporto.

"È un successo importante, sia per Greenpeace che per i consumatori – ha affermato Federica Ferrario, della campagna Ogm di Greenpeace -. La strategia della Monsanto basata su segreti e mancanza di trasparenza è fallita, ed ora la documentazione potrà essere analizzata da fonti indipendenti."

Lo studio sull’alimentazione dei topi ha riscontrato effetti "significativi" nel sangue e negli organi dei topi nutriti con il mais transgenico mon863. Scienziati europei, che hanno potuto esaminare il rapporto, hanno espresso preoccupazione per le conseguenze sulla salute e sulla sicurezza del mais ogm in questione.

L’azienda non ha negato l’esistenza di significativi effetti sulla salute dei topi, ma ha sostenuto che questi effetti non sono stati causati dal mais transgenico. Secondo l’opinione di diversi esperti però, le argomentazioni di Monsanto non sono sufficienti per placare le preoccupazioni.

Il 24 giugno, il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea deciderà se concedere o meno l’autorizzazione per l’importazione e l’uso del mon863 per uso alimentare. Secondo Greenpeace "è quasi impossibile analizzare lo studio degli effetti sulla salute, lungo più di 1.000 pagine, per quella data; in particolare perché ci si aspetta anche che Monsanto si rivolga nuovamente alla Corte facendo appello contro la decisione appena presa, e quindi ritardando ulteriormente la pubblicazione dei documenti".

"Gli stati europei – ha concluso Federica Ferrario – devono dare un chiaro segno nell’interesse dei propri cittadini, negando l’autorizzazione al mais transgenico. Se ciò non avvenisse, il mais ogm potrà essere autorizzato dalla Commissione europea senza nessuna altra consultazione o votazione, è ciò potrà avere gravi conseguenze".


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