Carne di maiali geneticamente modificati venduta erroneamente ad ignari consumatori, coltivazione e distribuzione di mais non autorizzato resistente agli antibiotici, presenza di Ogm non autorizzati negli alimenti, anche negli invii di aiuti alimentari. Sono alcuni dei casi di "incidenti" in materia di Ogm contenuti nel rapporto sul "Registro on-line delle Contaminazioni" curato da Greenpeace e GeneWatch UK e oggi presentato a Roma.

Secondo lo studio la frequenza degli "incidenti" è in aumento, con 11 nuovi casi che si sono aggiunti alla lista nera nel solo 2005. La ricerca mostra 113 casi verificatesi in 39 Paesi del mondo, il doppio dei Paesi nei quali la coltivazione di piante Ogm è consentita. In Italia, ad esempio, nel 2003 sono stati distrutti quasi 400 ettari di campi di mais contaminato in Piemonte. La maggior parte degli incidenti vengono attualmente tenuti segreti dalle aziende e dalle autorità pubbliche.

"Non esiste un registro ufficiale a livello nazionale o internazionale di casi di contaminazione genetica – ha affermato Federica Ferrario, responsabile Ogm di Greenpeace – Chiediamo che venga reso obbligatorio un registro a livello internazionale di questo tipo e che vengano concordati standard minimi per l’identificazione e l’etichettatura di tutti i trasporti di colture Ogm. Altrimenti, senza questi standard di biosicurezza, la tracciabilità diventa impossibile, e di conseguenza impossibile rintracciare e ritirare eventuali Ogm pericolosi".

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