Il 65%delle pagine dei giornali italiani sul dibattito sugli OGM ha avuto un carattere valutativo, ovvero si trattava di articoli in cui era evidente una presa di posizione o da parte dei protagonisti o da parte del giornalista. E’ quanto emerge dalla ricerca "OGM e stampa italiana" condotta dall’Osservatorio MediaBiotech, realizzato dal Consiglio dei Diritti Genetici (CDG) in collaborazione con il ministero delle politiche agricole e forestali e al Fondazione Cariplo.

Gli articoli monitorati sono stati 200 di dieci quotidiani e otto settimanali nel biennio 2003-05 e all’inizio del 2005 nei momenti in cui gli organismi transgenici hanno acquisito maggiore visibilità pubblica. Secondo i risultati dell’analisi, le presentazioni "problematiche" (articoli dove veniva sostenuta una tesi sugli OGM) sono presenti in percentuale scarsa (12,7%), seguite da quelle oggettive (in cui non si riscontrano opinioni ma solo descrizioni imparziali) riscontrate nel 22,3% dei casi. Nel 25,7% dei casi sono state rilevate presentazioni "interlocutorie" (rassegna di punti di vista), mentre nel 39,3% quelle "valutative".

Da evidenziare è l’assenza di articoli con una spiegazione oggettiva, semplice e divulgativa. La ricerca ha infatti registrato come questo tipo di informazioni sia stata relegata a box o altri apparati di accompagnamento agli articoli.

Sul rapporto tra ricerca scientifica, informazione e pubblico, il ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, ha evidenziato "la necessità che le conoscenze scientifiche arrivino al consumatore, affinché quest’ultimo possa saper scegliere in tema di OGM". A tale proposito lo studio ha messo in luce come il taglio politico-economico del dibattito abbia sottratto spazio a questioni riguardanti la "convivenza" dei cittadini con gli OGM.

In particolare, dalla ricerca è emerso che il 54% degli articoli non ha stabilito alcuna connessione con la salute e la sicurezza dei cittadini. La centralità della dimensione politica – si legge nello studio – è, tra l’altro, testimoniata dal tipo di metafore usate per parlare degli OGM. Ad esempio il richiamo al tema della guerra e della tattica militare (16,7%), seguite da quelle di provenienza sportiva (10,9%) a sottolineare il fatto che quando si parla di organismi geneticamente modificati scendono in campo due fazioni.

Sul rapporto tra informazione mediatica e OGM Alemanno prosegue sottolineando di "rilevare come il mondo della stampa sia pregiudizialmente favorevole agli OGM. Chi ha dei dubbi sul tema viene subito catalogato come oscurantista".

Per maggiori informazioni visita il sito del Consiglio dei Diritti Genetici.

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