Coldiretti denuncia, sulla base di una propria indagine su negozi, supermercati e mercatini rionali presenti nelle città del nord, centro e sud del Paese che, nonostante l’Italia sia il principale paese produttore di frutta e verdura in Europa, quest’anno si stima arriveranno, dall’estero, 3,5 miliardi di chilogrammi di ortofrutta destinati, in molti casi ad essere spacciati come coltivati in Italia. Riconoscere i "falsi made in Italy" è arduo dal momento che nei banchi di vendita solo 1 etichetta su 4 riporta l’informazione obbligatoria per legge sulla provenienza.

Dall’indagine – si legge nella nota diffusa dall’associazione – emerge anche una differenziazione territoriale nella regolarità delle informazioni contenute nelle etichette esposte: al nord le etichette regolari sono il 25%; al centro il 35% dei casi e al sud e nelle isole 5%.

La mancanza delle etichette con l’indicazione dell’origine impedisce – spiega la Coldiretti – di fare scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è quindi il momento migliore per acquistare le ciliegie o le pesche, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all’anno.

Per difendere la frutta e verdura Made in Italy la Coldiretti chiede maggiori controlli sull’etichettatura dei prodotti per evitare che sia spacciato come nazionale prodotto importato, ma anche patti di filiera che coinvolgano la grande distribuzione per valorizzare sugli scaffali i prodotti italiani e di stagione e la definizione di un meccanismo di formazione del prezzo al consumo che non abbia una ripercussione negativa sulla domanda.

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