La spesa massima per tenere aperto un conto corrente completo, con due dossier titoli e uno scoperto extra fido di 1000 euro per un solo mese, è di circa 500 euro. Il caro banche colpisce molti italiani che in questo periodo di crisi spesso vanno temporaneamente in rosso (circa il 20% dei correntisti). Il paradosso è che si paga molto anche quando in giacenza si ha poco. Per esempio, se si hanno in giacenza dieci mila euro, al netto delle tasse la resa è di circa 4 euro ovvero 36 centesimi al mese, un cifra davvero ridicola. L’Università Bocconi ha condotto una ricerca per scovare le banche che offrono i conti correnti più convenienti. Il risultato conferma le obiezioni sollevate dal governatore della Banca d’Italia Draghi, che ha puntato il dito contro i costi elevati per gli sconfini e la mancanza di semplicità delle commissioni bancarie. Lasciando un attimo da parte il picco di 500 euro di cui sopra, la media di spesa a fine anno per un conto corrente è di circa 280 euro se non si va in rosso e di 340,34 euro se invece si sconfina. Quello che incide di più su queste cifre sono i costi di gestione e quelli di operatività; ovvero le commissioni classiche come il prelievo bancomat su banca diversa dalla propria e il canone annuo ma anche spese meno ricorrenti come i bonifici per cassa allo sportello o il pagamento delle bollette. I costi elevati per lo sconfino sono dovuti all’abolizione, l’anno scorso, della commissione di massimo scoperto, abolizione che avrebbe dovuto garantire un ritorno a condizioni migliori e invece ha portato solo ad aumenti per il cliente. Secondo i dati dopo l’eliminazione della commissione, il 40% delle banche ha aumentato il tasso debitore e le commissioni sono diventate insostenibili, se si pensa che alcune banche fanno pagare un importo giornaliero o un costo fisso per le operazioni indipendentemente dalla quantità. Si consiglia, prima di aprire un nuovo conto corrente, di valutare tutte le possibilità che il mercato offre e le proprie capacità di spesa, tenendo presenti tutte quelle commissioni di cui si è argomentato sopra per non incorrere in brutte sorprese.
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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