Il giudice competente ad aprire la procedura di insolvenza ‘principale’ di una società, applicabile ai beni della stessa situati in tutti gli Stati membri dell’Ue, è quello del paese in cui si trova il centro degli interessi principali del debitore, vale a dire della società. Lo ha stabilito oggi una sentenza della Corte di giustizia europea del Lussemburgo, emessa nell’ambito della vicenda Parmalat-Eurofood. Il 27 gennaio 2004 la Bank of America aveva chiesto la liquidazione di Eurofood, società di diritto irlandese con sede a Dublino e controllata al 100% da Parmalat spa, e la High Court irlandese aveva nominato il sig. Farrell curatore provvisorio (provisional liquidator) della stessa Eurofood.

Ma pochi giorni dopo, il 9 febbraio 2004, Eurofood era stata sottoposta in Italia all’amministrazione straordinaria da parte di Enrico Bondi, amministratore delegato di Parmalat. Il 10 febbraio il Tribunale civile e penale di Parma aveva fissato al 17 febbraio 2004 l’udienza per dichiarare l’insolvenza dell’Eurofood (informando Farrell il 13 febbraio), e ritenendo che il centro degli interessi principali di questa società si trovasse in Italia, aveva riconosciuto la propria competenza internazionale per dichiarare il suo stato di insolvenza.

Il 23 marzo 2004, tuttavia, la High Court aveva ritenuto sia che la procedura di insolvenza nei confronti di Eurofood fosse stata aperta in Irlanda alla data della domanda di Bank of America, sia che tale procedura fosse la ‘principale’, collocandosi il centro degli interessi dell’Eurofood in Irlanda. Essa aveva altresì ritenuto che lo svolgimento della procedura dinanzi al Tribunale di Parma giustificasse il rifiuto dei giudici irlandesi di riconoscere la decisione di tale giudice. Constatata l’insolvenza di Eurofood, la High Court ne aveva disposto quindi la liquidazione, nominando liquidatore Farrell.

Ma Bondi aveva impugnato tale decisione. In tale contesto, la corte irlandese ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee varie questioni pregiudiziali, vertenti sull’interpretazione del regolamento comunitario relativo alle procedure di insolvenza, in particolare al fine di determinare il giudice competente per la liquidazione della Eurofood.
E i giudici del Lussemburgo hanno dato ragione alla High Court, spiegando che "il giudice competente per aprire la procedura di insolvenza principale, applicabile ai beni del debitore situati in tutti gli Stati membri, è quello dello Stato membro in cui si trova il centro degli interessi principali del debitore". "Il centro degli interessi principali di una società debitrice", proseguono i giudici lussemburghesi, "si presume essere il luogo della sede statutaria in cui il debitore esercita in modo abituale la gestione dei propri interessi".

"Il fatto che le scelte gestionali di una società siano o possano essere controllate da una società madre stabilita in un altro Stato membro non è sufficiente per superare la presunzione legata al luogo della sede statutaria", ha aggiunto la Corte Ue, rilevando come – in base al principio della "fiducia reciproca" – "i giudici degli altri Stati membri riconoscano la decisione di apertura di una procedura di insolvenza principale, senza che essi possano controllare la competenza del giudice dello Stato di apertura".

 

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)