In questi giorni i risparmiatori italiani, che negli anni passati hanno acquistato obbligazioni Parmalat, sono chiamati ad esprimersi, entro il 26 agosto, sulla proposta di concordato che prevede l’accettazione o meno di nuove azioni della nuova Parmalat in cambio delle vecchie obbligazioni. A ricordarlo è Federconsumatori Piemonte che precisa: "Il cambio, anche tenendo conto dei warrant che verrebbero consegnati, porterebbe una notevole perdita ai possessori di tali obbligazioni (il recupero presunto è del 10/20% del capitale impiegato). E’ l’ennesimo caso di risparmio tradito, cui il nostro Governo non ha saputo dare alcuna risposta in quanto una legge discutibile al riguardo non ha concluso ancora il suo iter parlamentare". L’Intesa Consumatori ha manifestato la propria posizione, invitando i risparmiatori a votare contro il concordato.

"Al contrario di alcuni esperti, che hanno definito le posizioni assunte per Parmalat e soprattutto per Argentina "velleitarie", sostiene Federconsumatori, che il voto contrario sia la risposta coerente alla politica del risparmio seguita in Italia, che non ha prodotto ad oggi strumenti adeguati a proteggere i risparmiatori e continua ad eludere i problemi legati ai costi ed alla scarsa concorrenza dei servizi bancari, problemi che l’antitrust denuncia, ma non risolti. Il risultato di alcune posizioni processuali, con sentenze ridicole, rende ancora più grave la situazione".

L’associazione chiede per la tutela dei risparmiatori la partecipazione in tavoli di conciliazione con le banche, per poter tutelare a tutti i livelli i soggetti più deboli per i quali la tutela legale è più difficile e per avviare dal basso una vera politica a tutela dei cittadini.


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