Prevenzione come cardine di un nuovo modo di intendere la politica sanitaria, che ponga al centro della propria azione la salute e il benessere dei cittadini. Non solo cura delle malattie, quindi, ma anche e soprattutto miglioramento della qualità della vita. È questa la filosofia di fondo che guida l’azione della Giunta regionale piemontese in materia sanitaria e che, prima di trovare applicazione nel nuovo Piano sanitario regionale, ha conosciuto oggi una prima e importante traduzione nel Piano di prevenzione che l’Assessore regionale alla Sanità, Mario Valpreda ha presentato in giunta conformemente a quanto previsto dal Piano Nazionale della Prevenzione per il triennio 2005-2007.
Quattro gli ambiti di intervento previsti, per un accantonamento di spesa di oltre 14 milioni di euro.

1. Prevenzione della cardiopatia ischemica

In Piemonte oggi muoiono ogni anno circa 2800 uomini e 2400 donne per cardiopatia ischemica. Un valore che è inferiore del 12% per gli uomini e del 16% per le donne alla media italiana. Gli studi, tuttavia, evidenziano come la distribuzione del rischio non sia affatto omogenea su tutto il territorio regionale e come esistano differenze anche sul piano sociale – soprattutto nella città di Torino – legate al grado di istruzione e all’esposizione a fattori di rischio.
Dal 1999 è stato varato il Programma Pluriennale Promozione Salute Piemonte, che si fonda sull’osservazione che in Piemonte esiste una quota di mortalità/morbosità per malattie cardiovascolari e oncologiche che può essere ridotta attraverso interventi mirati a contrastare i fattori di rischio e a promuovere quelli protettivi.
In questo quadro, il nuovo piano approvato oggi si pone come compito quello della diffusione della Carta del rischio cardiovascolare. Due i livelli di applicazione: uno comune, con la diffusione della carta e del punteggio del rischio cardiovascolare presso tutti i 3500 medici di Medicina Generale del Piemonte; uno sperimentale, con una ricerca attiva dei soggetti nella fascia di età 40-69 anni e di applicazione di un percorso assistenziale definito secondo linee guida concordate su un campione di
medici.

2. Prevenzione delle complicanze dei diabete

Sono circa 170.000 i soggetti diabetici che vivono oggi in Piemonte, con una forte tendenza all’aumento. Lo Studio quadri 2004 (Indagine nazionale sulla qualità dell’assistenza alle persone con diabete) ha dimostrato che lo stato dell’assistenza diabetologica in Piemonte non è ancora in grado di assicurare gli standard necessari per ridurre le complicazioni croniche.
Nell’ottica di prevenire le complicazioni e migliorare la qualità di vita dei malati di diabete, il piano prevede l’attuazione di un modello integrato per la programmazione e la gestione degli interventi tra ospedale e territorio; il miglioramento della qualità dell’assistenza e il suo monitoraggio; il potenziamento dell’offerta vaccinale ai soggetti diabetici.

3. Screening dei tumori

L’attività di screening dei tumori è in corso dal 1992. Dal 1995 è attivo il Centro per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte, che sovrintende alle varie attività di gestione e di ricerca di materia. Dal 1996 è esteso a tutta la regione il programma di screening per i tumori femminili denominato "Prevenzione Serena". Dal 2003, infine, è stata avviata anche l’attività di prevenzione dei tumori del colon retto tramite l’offerta di una sigdmoidoscopia una tantum alle persone di 58 anni e di un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci tra 59 e 69 anni per i soggetti che rifiutano il primo esame.
Il nuovo piano prevede la prosecuzione del programma di "Prevenzione Serena", l’estensione a tutta la regione dello screening del colon retto, oggi attivo solo a Torino a Novara, oltre a una serie di interventi di potenziamento dei servizi già in atto.

4. Piano delle vaccinazioni

L’attività di vaccinazione è stata oggetto di riordinino e di potenziamento organizzativo nel corso del 2000. Nell’anno 2001 è stata attivata una campagna regionale triennale di eliminazione del morbillo e dal 2004 è in corso un piano regionale in attuazione del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita. L’offerta attiva della vaccinazione antinfluenzale raggiunge il 55% dei soggetti anziani e circa 120.000 dosi vengono distribuite ai soggetti a rischio. I servizi vaccinali del Piemonte sono tutti dotati di anagrafi vaccinali per la gestione delle chiamate e delle campagne, ma non esiste un sistema integrato su scala regionale.
Gli operatori dei servizi e la comunità scientifica regionale sono impegnati nella stesura di un piano regionale di promozione delle vaccinazioni in attuazione del Piano Nazionale Vaccini, in cui saranno definite le proprietà per la prevenzione vaccinale e gli standard di qualità.
In questo quadro, gli obiettivi del nuovo piano sono quelli di creare una rete regionale delle anagrafi vaccinali, di completare il piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, di potenziare l’offerta ai soggetti ad alto rischio e, infine, di promuovere la qualità dell’offerta vaccinale.


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