A seguito del primo monitoraggio dei prezzi per i pacchetti spiaggia 2006, effettuato dall’Adoc nei giorni scorsi e testimone di aumenti medi del 4-5%, l’Associazione consumatori ha scritto una lettera all’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) chiedendo un incontro sul tema delle spiagge libere.

"Ci è sembrato opportuno – spiega il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – di dover sensibilizzare l’Anci su un problema molto sentito dalle famiglie. Dopo anni di carovita e crescita indiscriminata di prezzi e tariffe, oggi ci troviamo al cospetto di ulteriori rialzi per quanto riguarda gli stabilimenti, spesso con un contestuale peggioramento delle condizioni delle spiagge libere, che al contrario potrebbero consentire ai consumatori qualche giornata di mare senza spendere una follia".

Per l’Adoc un incontro tra i consumatori e l’Anci, potrebbe gettare le basi per un miglioramento significativo degli spazi di spiaggia il cui accesso non deve essere pagato.
"L’ampiezza, le attrezzature, la pulizia, la sicurezza. Le spiagge libere – prosegue Pileri -, tranne rare eccezioni, non rispondono a questi requisiti minimi, ma anzi sono in stato di abbandono scavando un solco tra cittadini di serie A che possono permettersi gli stabilimenti e cittadini di serie B, costretti a godersi il mare in situazioni di estremo disagio".

Secondo l’associazione poi, spiagge libere curate ed attrezzate, potrebbero fungere anche da calmiere per il mercato degli stabilimenti. "Dopo gli aumenti del 7% dello scorso anno – conclude Pileri – anche quest’anno assistiamo a rincari non giustificati dall’aumento dei canoni demaniali (rimasti invariati intorno ai 10.000-15.000 € l’anno per uno stabilimento che li recupera in una settimana), ma anzi spesso mascherati dal maggior numero di servizi (animazione, babysitter, piscina, campi sportivi e di beachvolley) molti dei quali gratuiti fino agli scorsi anni".

 

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