L’indebitamento delle famiglie è aumentato ancora, ma rimane contenuto nel confronto internazionale: intorno al 30 per cento del PIL, contro valori prossimi al 56 nell’area dell’euro. Lo rileva la Banca d’Italia nel Bollettino Economico oggi pubblicato. Secondo l’istituto il peso del servizio del debito sul reddito disponibile delle famiglie resta conseguentemente contenuto, pari a circa la metà di quello dell’area. I nuovi debiti sono concentrati nella componente a medio e a lungo termine, costituita in gran parte da mutui ipotecari.

L’aumento del debito – si legge nel Bollettino – ha riguardato principalmente i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni, sospinti dalla forte riduzione dei tassi di interesse nominali e reali e dall’ampliamento strutturale dell’offerta di mutui da parte delle banche.

Secondo l’indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia, tra il 1995 e il 2004 la quota di famiglie indebitate è aumentata di un punto percentuale, al 22 per cento; l’ammontare medio dei fi nanziamenti per nucleo familiare indebitato è raddoppiato, a oltre 27.000 euro (in termini reali l’incremento è stato circa del 60 per cento).

Nel 2004 circa il 12 per cento delle famiglie – prosegue il Bollettino – aveva ricevuto un finanziamento per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili; il ricorso a questo tipo di debito era molto più diffuso tra le famiglie ad alto reddito, con un grado di istruzione elevato, residenti nel Centro Nord. I finanziamenti per l’acquisto di beni di consumo, in larga parte connessi con l’acquisto di autoveicoli, erano utilizzati dal 13 per cento delle famiglie e risultavano distribuiti in maniera più omogenea tra le aree geogra- fi che, le classi di reddito e i livelli di istruzione.

I numeri di Bankitalia sull’indebitamento delle famiglie hanno preoccupato i consumatori: "Ciò che preoccupa – ha affermato Adiconsum in una nota – non è l’investimento per l’acquisto della casa, anche se è necessario porre maggior attenzione rispetto al passato considerando gli aumenti del tasso di interesse, ma il crescente ricorso al credito al consumo che le famiglie utilizzano per compensare la perdita del potere d’acquisto.

"Questa – prosegue l’associazione – è la realtà: le famiglie italiane, tra debiti contratti attraverso le nuove carte di debito e le pericolose offerte commerciali "acquista oggi e paghi fra un anno" si stanno sovraindebitando sempre di più. Adiconsum ritiene oramai necessaria la promozione, specie tra i giovani, di una cultura all’uso responsabile del denaro". L’associazione intende riproporre al futuro legislatore il suo disegno di legge sul sovraindebitamento volto a tutelare le famiglie evitando che cadano nelle mani degli usurai, e a responsabilizzare gli intermediari finanziari sul facile ricorso al credito.

 

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